Il dolore
Tentata violenza: 3 anni e mezzo all’uomo che baciò una minore
Balleri, imprenditore 40enne, è stato ritenuto colpevole per fatti accaduti in un locale nella sera di Halloween
LUCCA. Quella sera ci fu davvero un tentativo di violenza sessuale: questo quanto stabilito ieri dai giudici nel processo al tribunale in composizione collegiale che vedeva imputato Simone Balleri, accusato di aver cercato di abusare, nella sera di Halloween di 6 anni fa, di una ragazza all’epoca minorenne (aveva sedici anni) in un locale della Mediavalle.
L’uomo, un imprenditore quarantenne, è stato condannato a tre anni e mezzo di carcere, oltre al pagamento di un risarcimento di 15mila euro ai danni della vittima di 5mila euro ai genitori della stessa e delle spese processuali.
Il racconto della ragazza, assistitita dall’avvocato Gianfelice Cesaretti, è stata ritenuta credibile dai giudici. Tutto avvenne nei bagni di un locale, la sera del 31 ottobre del 2013. Secondo quanto descritto nell’esposto denuncia presentato dalla giovane ai carabinieri l’uomo aveva tentato un approccio violento nei suoi confronti. Il primo incontro, sempre secondo la testimonianza della ragazza (che quella sera si trovava insieme a un’amica e a un altro conoscente), avvenne ancor prima di entrare nel locale. La giovane conosceva l’imprenditore per averlo già incontrato in alcune manifestazione paesane e anche perché, stando sempre alla denuncia, dall’uomo avrebbe anche ricevuto dei messaggini telefonici l’estate precedente, a cui avrebbe risposto per capire chi la stava contattando (messaggi che sarebbero proseguiti fino al giugno del 2014).
A un certo punto, una volta dentro il locale, la giovane si recò in bagno, accompagnata da un’amica, perché sorvegliasse la porta (a causa della maniglia rotta). Ma proprio in quel momento avvenne il fattaccio: l’uomo, riuscendo a evitare l’amica, riuscì a entrare nel bagno mentre la ragazza si stava rivestendo e, secondo l’accusa, l’avrebbe spinta con la forza verso il muro riuscendo a baciarla in bocca. Alla reazione della ragazza l’uomo avrebbe nuovamente spinto verso la parete la giovane, arrivando anche a strapparle le calze. Fu a quel punto che, attirata dalle urla, intervenne l’amica, che pose fine a quanto stava accadendo e portò la ragazza fuori dal locale. Locale dal quale, dopo pochi minuti, videro uscire anche l’imputato insieme alla fidanzata.
Da parte sua l’uomo si è sempre proclamato innocente, ma la sua versione non ha convinto i giudici. Così come non sono bastate a evitare la condanna le perplessità sollevate dai legali dell’imprenditore, che a questo punto presenteranno ricorso. La difesa ha evidenziato che, stando ai tabulati, sarebbe stata la ragazza a scrivere per prima degli Sms all’uomo, e di averlo fatto più volte; ma ha anche definito poco credibile il fatto che l’uomo fosse riuscito a entrare nel bagno senza essere visto dall’amica della ragazza, così come è stato evidenziato il fatto che, tra l’accaduto e la presentazione della denuncia fossero passati oltre due mesi. —
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