Sicurezza
Morte di Alessandro, il pm chiede l’assoluzione del pediatra
Lucca: secondo la pubblica accusa, erano passati troppi giorni tra la visita e il decesso
LUCCa. La decisione adesso spetterà al giudice, ma, intanto, rappresenta un atto significativo quello arrivato nell’udienza per il processo a carico del dottor Marco Montesanti, il pediatra imputato di colpa medica per la morte di Alessandro Favilla, il bambino di 10 anni morto il 25 ottobre del 2012 all’ospedale di Lucca, dove era stato ricoverato dopo una crisi respiratoria che lo aveva colpito mentre si trovava a casa. . Il pubblico ministero Aldo Ingangi, infatti, ha chiesto l’assoluzione per il medico. Sintetizzando la motivazione, troppi giorni erano passati tra la visita del pediatra al bambino (il 15 ottobre, 10 giorni prima) e il decesso. Una posizione che ricalca quella, a suo tempo, assunta dal giudice per le udienze preliminari, e contro la quale il legale della famiglia si era opposta.
Quello nei confronti di Montesanti costituiva un processo a parte all’interno della drammatica storia del decesso del piccolo Alessandro. Il filone giudiziario principale si era chiuso un anno fa, con le condanne in primo grado del medico dell’Asl Elisabetta Spadoni (due anni), e dei pediatri di famiglia Graziano Vierucci e Giuseppe Fontana (per entrambi 1 anno e 4 mesi). Diversa la posizione di Montesanti: nel gennaio 2016 il gup Silvia Mugnaini aveva prosciolto il pediatra, perché ritenuto estraneo alle accuse. Ma il professor Enrico Marzaduri, legale dei genitori del piccolo Alessandro, Emanuele Favilla e Alessia Marraccini, aveva presentato ricorso in Cassazione sostenendo che il giudice delle indagini preliminari era entrata nel merito. Insomma, si sarebbe comportata alla stessa stregua di un giudice del dibattimento.
La Cassazione aveva accolto il ricorso disponendo che il fascicolo dovesse tornare nuovamente al tribunale di Lucca: nell’ottobre 2017 il nuovo Gup Antonia Aracri ha disposto per il pediatra il rinvio a giudizio proprio con l’accusa di omicidio colposo per colpa medica. Il processo si era aperto lo scorso di fronte al giudice Tiziana Lottini, pm Aldo Ingangi. Secondo i legali della famiglia, Alessandro era morto a causa di una malattia polmonare non diagnosticata con tempestività: nonostante le tante visite mediche al bambino sarebbe mancato un esame pneumologico accurato. —
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