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Legambiente: «Le nuove cave distruggono il patrimonio»

Legambiente: «Le nuove cave distruggono il patrimonio»

L’associazione attacca il Comune e il Parco Alpi Apuane che hanno autorizzato altri 165 ettari di attività estrattiva. «Non ci hanno coinvolto nella discussione»

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vagli di sotto. «L’aggressione alle Alpi Apuane prosegue a tappe forzate. Mentre manifestiamo domenica per il Monte Procinto, il Comune di Vagli di Sotto è impegnato a “licenziare” 165 ettari di nuove cave, che sfigureranno in maniera irreversibile i bacini in cui già insistono attività estrattive di dimensioni industriali: Carcaraia, Colubraia, Fontana Baisa, Monte Macina, Monte Pallerina». Lo scrive Legambiente in una nota, che lamenta il mancato coinvolgimento nella redazione dei piani attuativi già passati nelle conferenze dei servizi (l’ultima è fissata per oggi) delle associazioni ambientaliste, «piani attuativi approvati in incontri tecnici, senza nessun contraddittorio coi portatori di interessi diffusi».

Ancora la nota: «Per ogni bacino, le cave si estenderanno nella Zona di Protezione Speciale denominata “Praterie primarie e secondarie delle Apuane”. La Valutazione d’Incidenza di tutti e cinque i piani segnala impatti rilevanti sugli habitat e sulle specie, molte delle quali sono in cattivo stato di conservazione nel territorio nazionale. Si andranno a danneggiare complessi carsici, come la Carcaraia, in parte non ancora esplorati per le difficoltà di accesso, col rischio, data anche la scarsità dei controlli, di distruggere un patrimonio geologico e naturalistico prima ancora di averlo conosciuto».

Secondo Legambiente, il Comune di Vagli di Sotto «ha l’obiettivo con questi piani di raddoppiare gli occupati nel settore estrattivo, portandoli a oltre 200 dagli attuali 125, aggravando così l’effetto monocultura e precludendo per sempre le alternative economiche plausibili, come il turismo naturalistico ed enogastronomico, le attività agrosilvopastorali, tutti settori che trovano nell’attività estrattiva industriale un’antagonista implacabile. Senza nessuna cura per la tutela, che dovrebbe discendere dall’essere semplicemente ricompresi nei confini del Parco Regionale delle Alpi Apuane».

L’associazione se la prende poi con il consiglio direttivo del Parco che «ha manifestato l’intenzione di rimuovere il divieto di estendere l’attività estrattiva nella Zona di Protezione Speciale, consentendo gli scavi in galleria, e per questo intende procedere all’affidamento di un incarico esterno di consulenza legale, quando da anni i parchi toscani, per contenere la spesa delle consulenze, hanno sempre fatto riferimento all’Avvocatura Regionale per pareri e patrocini. Evidentemente il risparmio, quando si tratta di consentire le escavazioni, cessa di essere un obiettivo prioritario e cede all’esigenza di reperire pareri accondiscendenti».

Chiude Legambiente: «Stiamo assistendo a un’operazione di distruzione della montagna apuana che non ha precedenti. Ci appelliamo alla Regione affinché svolga il suo ruolo di salvaguardia dell’inestimabile patrimonio paesaggistico e naturale». —

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