Il Tirreno

Lucca

lucia del chiaro 

essere genitore va oltre la biologia

Lucia del chiaro

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I sostenitori del Congresso mondiale della Famiglia amano accostare all'idea di famiglia l'aggettivo naturale. Come assessore al sociale che si occupa di famiglie la cosa mi colpisce molto, ma mi colpisce ancora di più come studiosa e amante della natura. Il costante riferimento a quanto possa essere naturale e come tale buono, o, al contrario, innaturale e quindi cattivo, non trova la sua giustificazione logica proprio nel mondo naturale che non contempla, nel suo modo di essere, queste categorie. In natura è presente la violenza e l'altruismo, la bellezza di una foresta e il disastro di una eruzione vulcanica, l'uccisione dei propri simili, la cooperazione, le malattie, la morte. Nemmeno nei comportamenti sessuali ci si può rifare alla natura per distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato: in natura convivono clonazione ed ermafroditismo, eterosessualità e omosessualità, orge di chiocciole e di bonobo o i casti e fedeli gibboni. Non riesco, neanche sforzandomi, a comprendere il senso di questo aggettivo utilizzato per distinguere categorie della morale. Mi viene spesso ripetuto come lo scopo naturale del matrimonio sia la procreazione: accolgo sempre con grande dolore, permettetemi, anche personale, questa frase fatta basata sulla superficiale e univoca idea che solo chi sia biologicamente compatibile abbia il diritto ad avere dei figli. I bambini che vengono ogni anno lasciati negli istituti sono stati messi al mondo da coppie eterosessuali, che non sono state poi in grado di occuparsene. I bambini che ogni anno i servizi sociali sono costretti a togliere alle famiglie d'origine per incanalarli nelle procedure d'affido prima e di adozione poi sono tolti a famiglie eterosessuali. Vogliamo dedurre che le coppie eterosessuali non sono adatte ad allevare bambini? Come appartenente a questa categoria tiro un sospiro di sollievo a pensare che no, nessuno si permetterebbe mai di correlare questa mia caratteristica alla mia capacità di allevare correttamente un bambino, e infatti sono molto felice che uno mi sia stato dato dal destino. Ma non lascerò mai senza replica l'affermazione che solo chi è biologicamente deputato a fare figli possa davvero averne, perché questa non è solo una sciocchezza, ma una gratuita crudeltà. —

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