Il Tirreno

Lucca

barga 

Carenze urbanistiche sul pirogassificatore

Nicola Bellanova
Carenze urbanistiche sul pirogassificatore

Il Comune ha chiesto di integrare la documentazione per esprimere il parere sulla valutazione ambientale

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Troppe incongruenze a livello urbanistico, documentazione carente e dettagli mancanti. Con queste motivazioni, ieri, il sindaco di Barga Marco Bonini ha presentato le controdeduzioni al progetto del pirorigassificatore in Kme, passaggio necessario per l'iter di ottenimento della valutazione di impatto ambientale. Come da procedura, occorre un parere del Comune per la variante urbanistica e autorizzazione paesaggistica. Sostenuto dall'ingegner Francesconi (responsabile del procedimento), il primo cittadino ha rilevato una carenza tale di documentazioni mancanti o incompleti da non permettere di poter esprimere un parere completo sul progetto e da qui la richiesta di integrare ulteriormente i documenti.

Quindi, per ora non ci sono le condizioni per andare avanti. Anche perché da altri enti come il comune di Gallicano, Arpat e Soprintendenza sono arrivati pareri che portano l’amministrazione a ribadire e a confermare il no al gassificatore: «Ribadiamo – ha detto il sindaco - alla luce di quanto espresso nelle osservazioni, la nostra contrarietà alla costruzione di un impianto di produzione di energia elettrica attraverso un pirogassificatore, chiedendo nuovamente l'apertura di un tavolo con gli enti preposti e l'azienda per trovare una soluzione attraverso cui possa essere condiviso un piano di rilancio dello stabilimento Kme Italy spa di Fornaci di Barga, capace di coniugare sviluppo produttivo, tenuta occupazionale e rigorosa tutela dell'ambiente».

Aggiunge l'ingegner Francesconi: «Il Comune ha rilevato dei contrasti riguardanti proprio le materie sulle quali l’ente è chiamato ad esprimere il proprio parere: dal punto di vista urbanistico in quanto la variante urbanistica richiesta è in contrasto col piano strutturale vigente che individua nell’area dove dovrebbe sorgere il gassificatore, delle varianti strutturali per la vicinanza al fiume Serchio e per la presenza di diversi edifici di archeologia industriale. Inoltre il progetto è in contrasto anche con il piano strutturale intercomunale, dove si dichiara che tutti gli interventi richiesti devono rispettare le indicazioni del piano di indirizzo territoriale della Regione, e invece in questo caso non ci sarebbero le totali conformità previste in contrasto anche al regolamento urbanistico comunale, che individua quell’area quale area di recupero proprio perché in presenza di edifici di archeologia industriale che sono da tutelare». —

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