Sicurezza
Agenzia delle Entrate Martedì in sciopero i 220 dipendenti
I lavoratori protestano per il mancato pagamento del salario accessorio per le annualità 2016 e 2017
lucca. Duecentoventi dipendenti lucchesi dell’Agenzia delle Entrate sciopereranno il prossimo martedì 2 aprile. La decisione dopo un’assemblea che si è tenuta nella giornata di mercoledì 27 marzo alla direzione provinciale dell’Agenzia. Lo sciopero è stato indetto dai sindacati nazionale e all’assemblea erano presenti Giovanna Lo Zopone e Carmine Di Leo per la Fp Cgil, Maurizio Giogli per la Uil Pa, Antonietta Fortuna per la Cisl Fp, Michele Peragine per la Usa/Confsal e Maurizio Donnarumma per la Flp fiscale
Più di 30mila i lavoratori dell’Agenzia delle Entrate, circa 220 a Lucca e provincia, in attesa dell’erogazione del salario accessorio 2016 e 2017 e che da tempo attendono risposte che non sono mai arrivate. I confronti e lo stato di agitazione non sono serviti: l’Agenzia non ha fornito alcun nuovo elemento sul blocco del salario accessorio dal 2016, limitandosi a chiedere ulteriore tempo e con spiegazioni e posizioni sempre troppo vaghe e inspiegabili. Per i sindacati, i brillanti risultati raggiunti di cui l’Agenzia tanto si vanta, sono dei lavoratori, sono dovuti all’impegno e alla professionalità di cui sono capaci. Per questo lo sblocco delle risorse dei Fondi 2016 e 2017 è necessario.
«È una chiara strategia di ritorno al passato - aggiungono i sindacati - che prevede la cancellazione di conquiste di dure lotte: il contratto di lavoro non si tocca! Un disegno politico che mira a destrutturare l’Agenzia delle Entrate riducendone la mission ad ente di consulenza ed assistenza. I segnali che provengono dall’ambito politico sono inequivocabili, i condoni mascherati da “pace fiscale”, l’ampliamento dell’area di partecipazione al regime forfettario, la proposta di flat tax per il mondo del lavoro dipendente, il blocco delle assunzioni, portano a prefigurare un ridimensionamento dell’azione dell’Agenzia delle entrate anche in termini di organico».
Ma i lavoratori dell’Agenzia, conludono i sindacati, non ci stanno, «vogliono continuare a lavorare, come hanno sempre fatto, cercando di “stanare” chi evade ed essendo vicini a chi invece paga le tasse, come dovrebbero fare tutti. Ma lo vogliono fare avendo la dignità di lavoratori e funzionari che svolgono il proprio ruolo, per il benessere di tutta la collettività». —
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