Gioco
Lucchese, Nuccilli in Comune. I paletti del sindaco
L’aspirante acquirente a palazzo Orsetti. Tambellini: «Servono affidabilità, chiarezza e trasparenza per rilevare il club»
LUCCA. «È qui er palazzo dé congressi». Dalla pelata e dall’accento inconfondibile della capitale pare il sosia di Carlo Verdone. Sorride e stringe mani e, forse credendo di stare a Roma, confonde palazzo Santini con un celebre edificio Eur. Lui, ricevuta l’indicazione esatta, sfila verso la porta d’ingresso del Comune e si dirige dal sindaco che è in compagnia dell’assessore allo sport. Sono le 15.15 e Alessandro Nuccilli resterà all’interno del palazzo poco meno di un’ora. Uscendo da una porta secondaria. Al suo fianco un legale capitolino, l’avvocato Proietti omonimo del celebre attore protagonista della fiction «Il maresciallo Rocca». Nuccilli è sfortunato: ogni volta che arriva lui, le società scompaiono. A Foligno, Pavia, Akragas e di recente Matera è andata così. Stavolta giura e assicura che è diverso: c’è un progetto e ci sono i soldi. Per ora non si sono visti. Ma, parafrasando Lorenzo il Magnifico, «del doman non v’è certezza» e come recita un vecchio adagio «Dio vede e provvede». Accerchiato dai cronisti alle 16.30 Tambellini esce dalla sua stanza: «In questi mesi ho incontrato moltissime persone. Per ora cose concrete non ce ne sono. Per la Lucchese pretendo chiarezza, trasparenza e affidabilità». Ma l’incontro con Nuccilli com’è andato? «Cordiale, soddisfacente e interlocutorio. Nuccilli mi ha presentato un suo progetto sportivo e alcuni elementi a garanzia che dovremo valutare. Se sarà decisiva la sentenza di Appello sulla fideiussione? Ho capito di no. Quanto all'ipotesi dell'amministratore Ottaviani che dietro a Nuccilli ci siano altri, lui ha detto che se dovessero profilarsi persone più facoltose è disposto a fare un passo indietro». E in questo caravanserraglio cosa dice il presidente della Lega di C, Francesco Ghirelli. Contattato fa rispondere: «La palla è in mano alla Figc e alla procura federale. Il 28 c’è un pronunciamento della Caf e ogni parola sarebbe un’indebita ingerenza sulle decisioni ». —. Luca Tronchetti
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