Finanza
Gioca, perde e picchia la moglie: condannato
Tre anni e nove mesi di reclusione ad un operaio della Lucchesia per maltrattamenti in famiglia e lesioni gravissime
Un calvario proseguito per anni senza che la sventurata si decidesse a rivolgersi alle forze dell’ordine. Botte, calci, pugni e schiaffi che le avevano provocato la frattura del setto nasale e gravi problemi all’occhio sinistro. Ma lei, una casalinga della periferia cittadina, per amore dei figli non si era mai ribellata a quel marito manesco che quando rientrava a casa, spesso su di giri e al verde, non trovava di meglio che picchiare la consorte. Oltre alla violenza gratuite anche le minacce e le offese spesso rivolte nei suoi confronti anche di fronte ai figli minorenni. Ma dopo mesi e mesi di vessazioni le mani alzate contro uno dei figli ha fatto scattare la molla della denuncia ai carabinieri. Allontanato, denunciato a l’altro giorno condannato per maltrattamenti in famiglia e lesioni gravissime. Un operaio ultra quarantenne residente nella periferia cittadina di cui non pubblichiamo le generalità per salvaguardare la moglie e i familiari è stato condannato dal giudice Matteo Marini a 3 anni e 9 mesi di reclusione senza i benefici di legge.
Stando all’accusa - i fatti risalgono al periodo che va dalla fine del 2014 al novembre 2015 - l’uomo verso il giorno 10 di ogni mese riscosso lo stipendio dall’azienda cartaria della Media Valle in cui lavorava come operaio, si recava in qualche bar o sala giochi e nel giro di 4-5 giorni impiegava l’intero ammontare del salario nelle macchinette videopoker senza lasciare un euro ai suoi cari per acquistare generi alimentari o di prima necessità. E una volta con le tasche vuote affogava nell’alcool e nei liquori la sua frustrazione. Ma tornando a casa, livido di rabbia per quel destino che gli impediva di vincere al gioco, se la prendeva con la moglie che scherniva, aggrediva e malmenava senza alcuna pietà sino a procurarle fratture e contusioni. La denuncia, in seguito all’aggressione a uno dei figli, è riuscita a fermare i maltrattamenti. —
L.T.
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