Sicurezza
Con la divisa da SS sul luogo dell’eccidio: la madre chiede scusa
La donna ha incontrato il sindaco: «Mio figlio ha fatto una sciocchezza, fatti del genere non si ripeteranno più»
lucca. «Mio figlio ha fatto una sciocchezza. Non succederà più».
Si è rivolta al sindaco Alessandro Tambellini La madre di Daniele Pelosi, il giovane lucchese (diciotto anni) che con altri quattro amici, a Lizzano in Belvedere, luogo teatro di un eccidio nazista nel 1944, si erano fotografati in divisa da SS con l’intento di fare, così avevano detto, una rievocazione storica. Nella quale l’apologia del fascismo c’era eccome: tantopiù che il giorno scelto per questa “impresa” era non a caso il 27 gennaio di quest’anno, ovvero il Giorno della Memoria, quello in cui si ricordano le vittime dell’Olocausto. Le foto erano state poi pubblicate su Facebook.
Venuto a conoscenza di queste foto, Igor Taruffi, consigliere regionale di Sinistra Italiana in Emilia Romagna, aveva subito presentato un’interrogazione contro l’incursione nazista sull’Appennino nel giorno della Memoria.
Con il sindaco Tambellini, la madre del ragazzo lucchese ha avuto un incontro personale, riservato.
«La signora - spiega il sindaco al Tirreno - è venuta da me con maniere molto gentili, pochi giorni appena dopo che la vicenda era diventata di dominio pubblico (è stata raccontata dal nostro giornale, per la prima volta, il 30 gennaio, ndr). Mi ha spiegato che lei e il padre hanno ripreso il figlio per il gesto compiuto, che aveva fatto un’azione sconsiderata. Ho apprezzato questo incontro chiarificatone e non ho ritenuto, anche in ragione della giovane età del ragazzo, di fare azioni diverse», sottolinea sempre il primo cittadino.
L’annuncio dell’incontro avuto con la madre del ragazzo il sindaco lo ha fatto durante il consiglio comunale di martedì sera (27 marzo) in risposta all’interrogazione presentata dal consigliere Daniele Bianucci (capogruppo di Sinistra con Tambellini) sul caso delle foto naziste nel Giorno della Memoria.
«Ho ricevuto, su loro richiesta, i familiari del giovane lucchese che ha partecipato alla manifestazione di Lizzano in Belvedere, i quali si sono scusati con me garantendo che fatti simili non si sarebbero, per il ragazzo, più verificati - ha dichiarato il sindaco Tambellini durante l’assemblea consiliare di martedì sera -. Il fatto è indiscutibilmente grave - ha poi sottolineato nella risposta data in consiglio comunale - in quanto nella località in questione, nel gennaio del 1944 le SS fucilarono ventotto persone, tra cui donne e bambini».
La procura di Lucca, intanto ha aperto un fascicolo per apologia del fascismo: indagherà anche sulle adunate dei “camerati” lucchesi in Brancoleria, il giorno di Befana di quest’anno. Un luogo sulla linea gotica i cui i giovani in divisa da SS facevano, “ esercizi di addestramento”. —
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