Ex alunni cinquantenni si ritrovano nel ricordo della maestra Angelina
Insegnava alla Pascoli la docente Giovacchini Michelangeli Ancora oggi i “suoi” bimbi custodiscono i suoi insegnamenti
lucca. Era molto di più di una semplice maestra Angela Giovacchini Michelangeli. Insegnava alla scuola elemetare Pascoli, a Lucca. Per ricordarla, oggi, gli allunni della sua prima A del 1972, si sono ritrovati.
«Primo ottobre 1972. La maestra Angela Giovacchini Michelangeli ci accolse in classe. Eravamo 28 cuccioli, emozionati, un po’ impauriti, curiosi. Ci volle bene da subito. Si sentiva. Entrammo in questo abbraccio delicato, riservato ma sicuro - ricordano i suoi alunni, nella memoria inviata da Paola Giorgi, una di quei piccoli alunni dell’epoca -. Sotto la fila dell’alfabetiere attaccato alla parete, dei numeri primi e la cartina dello Stivale, il profumo delle pagine del sussidiario, le nostre facce cominciarono a riconoscersi, a mostrare sorrisi sdentati e scambiarsi sguardi d’intesa via via che l’amicizia tra noi cresceva».
«La maestra, la nostra maestra, ci ha regalato tempo: tempo per accogliere, domandare, sbagliare, riprovare, riuscire - continua il ricordo -. Ci ha insegnato a leggere, scrivere e far di conto. Con calma, precisione, metodo. Ci ha lasciato liberi di dire la nostra, con le parole, il disegno, le attività plastiche. Ciascuno di noi ricorda qualcosa di magico: le recite in classe a Natale e Carnevale, così, tra di noi, dove curava anche l’espressione, la mimica, il canto, il coraggio di parlare davanti agli altri, a voce alta e sicura. L’insiemistica, gli esperimenti di scienze e gli esperti che invitava in classe».
E poi, continuano, «come non ricordare la gita a Firenze? Vogliamo parlare dei nostri incarichi e discussioni al consiglio comunale ricreato in classe? I dettati, le gare di ricerca di parole sul vocabolario e quelle dei verbi. I quaderni riempiti sotto dettatura, sulla storia della nostra amata Lucca, corredate di disegni che illustrassero i temi trattati…».
«Ci vorrebbero troppe pagine - concludono gli ex alunni - per poter dire tutto della maestra, della nostra maestra. Ma non possiamo tacere sul bene che ci ha voluto e che noi ci vogliamo ancora oggi, che a 50 anni ci siamo ritrovati e da quel giorno ci diamo appuntamenti. Ogni occasione è buona per dimostrarci l’affetto che ci lega, al di là delle nostre storie e dei chilometri che ci dividono, delle nostre vite. Anche Anna ed Edoardo sono, in qualche modo, ancora con noi, nel mondo più grande dove la maestra è andata a vivere, nel 2007». —
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