Sicurezza
Carabiniere patteggia per falso e tentata truffa
LUCCA. Per non pagare il parcheggio si sarebbe inventato una scusa che poi, alla luce degli atti in possesso del magistrato inquirenti, non erano corrispondenti al vero. Nei guai è finito un carabiniere ultracinquantenne che presta servizio in Lucchesia accusato di falso in atto pubblico e tentata truffa ai danni dell’amministrazione comunale. Di fronte al gup Alessandro Trinci e con il consenso del pubblico ministero il militare ha patteggiato 7 mesi di reclusione con la sospensione della pena e i benefici di legge.
Stando all’accusa nel 2017 il carabiniere avrebbe contestato il mancato pagamento di una multa di 44 euro per aver parcheggiato la sua vettura in una zona riservata alla sosta. Il militare sosteneva che aveva posteggiato la sua auto nelle strisce a pagamento per ragioni di servizio. In sostanza stava svolgendo un’indagine e doveva seguire una persona non potendo perdere tempo e lasciare l’auto in altro luogo. Ragioni che avrebbe ribadito anche nel ricorso presentato alla Prefettura. Dello stesso avviso però non è sembrata essere la procura della Repubblica. Gli atti sono finiti sul tavolo di un magistrato dell’ufficio requirente e dagli accertamenti svolti sarebbe emerso che quel giorno e a quell’ora il carabiniere in questione non solo non fosse impegnato in qualche complessa indagine o ad inseguire un topo d’appartamento, ma non fosse nemmeno in servizio. Così nei suoi confronti è scattata l’accusa di falso e di tentata truffa ai danni dell’ente pubblico preposto a riscuotere la multa. —
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