Sicurezza
Adesca quindicenne, ex rappresentante condannato a 12 mesi
Lo ha incontrato in un bar del centro e poi contattato su Fb, la squallida vicenda scoperta dal genitore dell’adolescente
CAPANNORI. Alla fine il giudice Matteo Marini, in accordo con il pm Antonio Mariotti, non ha accettato la richiesta di perizia psichiatrica per la presunta infermità mentale del quarantenne accusato di aver adescato un adolescente inducendolo alla pornografia dopo averlo incontrato in un bar del centro storico e poi coinvolto nelle sue perversioni attraverso Facebook. E il quarantenne della Media Valle, ex rappresentante, è stato condannato a un anno di reclusione e al pagamento di un risarcimento del danno di tremila euro alla parte civile costituitasi in giudizio. L’ex rappresentante era riuscito a carpire la fiducia dell’adolescente al punto che il ragazzo gli aveva offerto il biglietto del treno per andare al mare e il panino per pranzo. Una storia squallida con il quarantenne che si era approfittato della fragilità psicologica ed emotiva del ragazzino che aveva scoperto di trovare attrazione per persone dello stesso sesso. . La storia. Era il giugno 2015 quando il giovane della Piana - all’epoca quindicenne che frequentava un istituto secondario superiore della Lucchesia - durante una serata incontra in un bar dove si fa musica live il quarantenne che aveva lavorato anche in una ditta .
I due si parlano e di lì a poco inizia una relazione tramite Facebook. Il web è una galassia da esplorare alla ricerca di un contatto con il mondo. Ma dall’altra parte dello schermo quel quarantenne per cui trova attrazione fisica è in realtà una persona senza scrupoli. All’inizio sembra capirlo e assecondarlo. Poi di lì a poco inizia a prendersi gioco di lui e lo costringe a seguirlo sul terreno della perversione e dell’immoralità. I dialoghi tra l’adulto e il minorenne si fanno sempre più spinti, più arditi, più volgari e scurrili. Il quarantenne ottiene il numero del cellulare dello studente e lo tiene in pugno. Inizia uno stillicidio di sms. Messaggini espliciti a qualsiasi ora del giorno e della notte. Scabrosi e rivoltanti. Con la promessa di un regalo (un cellulare, un anello) l’adolescente è indotto a fotografarsi nudo e inviare le immagini tramite WhatsApp a quell’individuo che lo aveva illuso. E a corredo di quelle immagini che mostrano parti intime l’ex rappresentante inserisce apprezzamenti incommentabili. Per circa un mese e mezzo i due s’incontrano al mare e il ragazzo offre il pranzo all’adulto che approfitta, senza troppi scrupoli, dei suoi sentimenti sinceri.
L’intervento del padre. Prima che la situazione possa degenerare con un rapporto sessuale risulta provvidenziale l’intervento del padre del ragazzo.
L’uomo scopre la tresca attraverso il telefonino del figlio. È un colpo al cuore, ma la reazione è pronta, determinata e opportuna. Il rapporto viene troncato di netto con la denuncia immediata alle forze dell’ordine. Scattano le indagini e l’ex rappresentante, recidivo e con precedenti di polizia, viene individuato e denunciato. —
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