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Pensioni, aumenti ridotti per 17.000 Ecco chi ci perde di più dal 1° aprile

Il taglio sulla rivalutazione Istat colpisce i trattamenti sopra i 1.521 euro. Si va da qualche centesimo a qualche decina di euro

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lucca. La scadenza è fissata al 1° aprile per circa 17.500 pensionati della Lucchesia. Che, a partire dall’inizio del prossimo mese, non avranno diritto alla rivalutazione piena del proprio trattamento. Questo sulla base della legge di bilancio per il 2019 che garantisce l’adeguamento intero (fissato all’1,1%) soltanto coloro che hanno un assegno pari o inferiore a tre volte il minimo Inps di 507,42 euro: la soglia, dunque, è fissata a 1.521 euro al mese.

Per chi va sopra questa soglia, sono previste sei fasce di tagli: l’adeguamento all’inflazione sarà pari al 97% dell’indice (quindi non del 100%) per gli assegni tra 1.522 e 2.029 euro (taglio del 3%), poi del 77% tra 2.030 euro e 2.537 euro (taglio del 23%), del 52% tra 2538 euro e 3042 euro (taglio del 48%), del 47% tra 3.043 euro e 4059 euro (taglio del 53%), del 45% tra 4060 euro e 4566 euro (taglio del 55%) e del 40% per gli assegni superiori a 4.566 euro (taglio del 60%).

Diciamo subito che per un gran numero di pensionati l’effetto di questo provvedimento si concretizzerà in una perdita di qualche decimo di euro al mese. Ma per una fascia minoritaria ci potranno essere “trattenute” più importanti. Ad esempio per una pensione di 1.700 euro il taglio sarà di poco più di 50 centesimi, mentre per una di 2.600 euro salirà a poco meno di 14 euro. Valori più alte per pensione importanti, come una di 5.100 euro che si vedrà trattenere dicrca 30 euro. Si apre, poi, la questione di quanto incassato finora: la misura, infatti, parte ad aprile ma è formalmente in vigore da inizio gennaio. E, quindi, ci sarà un conguaglio da pagare che probabilmente sarà richiesto a giugno.

i numeri

In provincia si contano 122mila pensionati con un importo medio di 834 euro al mese. I primi a essere toccati dal taglio dell’indicizzazione - ma anche quelli che ne sentiranno meno il peso - saranno coloro che percepiscono una pensione compresa tra 1.522 e 2.000 euro lordi al mese. In Lucchesia sono 9.823 (di cui 2.139 nel capoluogo) per loro la perdita media è compresa tra i 50 centesimi e i 5 euro. Il taglio diventa leggermente più cospicuo nella fascia tra i 2000 e i 2.500 euro al mese: qui si va dai 5 ai 6,30 euro in meno e se ne accorgeranno 3.790 pensionati della Lucchesia. L’adeguamento viene praticamente dimezzato nella fascia compresa tra i 2.500 e i 4.000 euro: sono 3.085 i lucchesi interessati, si tratta per lo più di professionisti, manager di grandi imprese e medici del servizio pubblico. Il 48% in meno di adeguamento vale dai 15 ai 25 euro al mese. Salendo ancora il taglio è doppio: oltre alla progressiva riduzione dell’adeguamento Istat (dal 55% al 40%) c’è da considerare il contributo di solidarietà per le cosiddette "pensioni d’oro" ovvero quelle che superano i 100mila euro lordi all’anno. In Lucchesia sono poche decine (appena 388 sono oltre i 5.000 euro, di cui 166 a Lucca) ma per questi benestanti pensionati la riduzione oscillerà tra le centinaia e le migliaia di euro al mese per un totale di almeno 15mila euro l’anno. —



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