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Negozi, la corsa senza fine degli affitti Si arriva a spendere 10.000 euro al mese

L.C.

I dati dell’Agenzia delle entrate sui canoni: aumenti concentrati nella zona più pregiata, intorno a via Fillungo

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lucca. La corsa continua, senza sosta. Senza accennare nemmeno a un attimo di declino, o semplicemente di stasi. È l’aumento dei prezzi richiesti dai proprietari dei fondi commerciali in centro storico per affittare i propri locali. Come mostrato dai dati dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, nella parte centrale di Lucca, lungo le strade di quello che una volta veniva chiamato il “salotto buono”, la dinamica dei prezzi mostra il segno più da anni a questa parte.

A fine del 2018, spiega l’Omi, il prezzo mensile di un euro a metro quadro in via Fillungo, o piazza San Michele, o via Beccheria, è arrivato a superare di slancio i 41 euro. Facciamo qualche conto. Questo significa, per un locale di 200 metri quadri, un canone di affitto di 8.200 euro al mese. Moltiplicato per dodici mesi significa 98.400 euro in un anno, senza considerare le mensilità anticipate che vengono chieste dai proprietari al momento della stipula del contratto di locazione.

Nell’ultimo anno sono saliti - come si vede anche dalla tabella qui a fianco - sia il valore minimo che quello massimo di questa forchetto. Sintomo, evidentemente, di una grande richiesta per fondi che si trovano nella parte più nobile e appetibile del centro storico. Un’inversione di tendenza, per il valore massimo, rispetto a quanto avvenuto a fine 2017, quando il prezzo era, seppur di pochi decimali, sceso sotto la soglia dei quaranta euro.

Interessante è confrontare questa dinamica, e questi valori, con quelli della restante parte del centro storico. Anche in questo caso si assiste infatti a un aumento (sensibile) del valore massimo, anche se in parallelo scende, seppur di pochissimo, quello minimo. Ma più che altro quello che conta sono le cifre: il prezzo massimo di 22,5 euro al metro quadro richiesto in questa zona è solo di poco superiore a quello minimo che si paga nelle vie dello struscio.

Segno evidente di una sorta di spaccatura in due del centro storico, che va in parallelo con la richiesta da parte dei negozianti che vogliono sbarcare nella nostra città. D’altra parte basta fare quattro passi nelle strade che si trovano sempre all’interno delle Mura ma che divergono anche di poco da quelle battute dal turismo di massa per trovarsi di fronte a una serie di saracinesche abbassate come e più di quanto accade in periferia. È il turismo, insomma, a guidare le scelte degli investitori. E a fare le fortune dei (pochi) proprietari dei fondi che hanno la fortuna di trovarsi in una posizione che viene “ricompensata” a peso d’oro. —

L.C.

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