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“Fermata d’autobus”: lo spot degli studenti per educare alla legalità

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lucca. Muoversi sui mezzi pubblici (con rispetto nei confronti degli altri passeggeri), come luogo di incontro e socializzazione, sviluppare il senso civico nei giovani, educare alla legalità. Sono questi i due obiettivi principali del progetto “Fermata d’autobus”, rivolto alle scuole superiori di Pisa, Livorno, Lucca e Massa Carrara, che ieri mattina ha coinvolto gli studentio della classe V D dell’Istituto Giorgi di Lucca in alcune riprese video sul bus nella zona di Porta Elisa.

Perché il progetto, proposto da Ctt Nord con la collaborazione della cooperativa Itinera, prevede che le informazioni acquisite durante la fase di aula siano verificate attraverso un’esperienza sul campo: una simulazione di viaggio in bus con l’applicazione delle modalità di comportamento identificate in gruppo e la compilazione di alcune schede di rilevazione dati per valutare alcuni aspetti della mobilità urbana: tipologia utenti servizio, criticità, modalità di comportamento, richieste utenza. Queste osservazioni e riflessioni che scaturiscono dall’esperienza del viaggio guideranno i ragazzi nella scrittura di un testo, una vera e propria sceneggiatura che sarà la base di uno spot video di promozione del trasporto pubblico. Alla realizzazione dello spot, ieri mattina, ha partecipato Massimo Diodati, ipovedente dell’Unione Ciechi di Lucca, e Max Mallegni di Anmil Lucca.

«L’Azienda è orgogliosa di continuare il percorso già intrapreso negli anni scorsi in merito al progetto Fermata d’autobus - ha detto Simona Deghelli, consigliere di amministrazione Ctt Nord - iniziativa che quest’anno porta un valore aggiunto nato dalla collaborazione con il mondo dell’associazionismo UICI e ANMIL, importante fondamento nella comunicazione del valore del rispetto verso gli altri». Così Gabriele Bove, assessore alla mobilità del Comune di Lucca: «L'accessibilità rappresenta un tema importante sul quale è impegnata anche l'amministrazione comunale. Rendere accessibili percorsi urbani, pensiline, marciapiedi non è solo un atto dovuto di civiltà verso chi ha seri problemi di mobilità ma facilita la vita quotidiana a tutte le categorie più deboli penso agli anziani ma anche alle mamme con bambini e passeggini. La città del futuro dovrà essere completamente accessibile». Infine Diodati e Mallegni: «La speranza è quella di sensibilizzare la cittadinanza e gli operatori dei mezzi pubblici circa i comportamenti da tenere per una vita accessibile a tutti». —

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