Il Tirreno

Lucca

Parco didattico della Montagnola Un bosco urbano da difendere

Nella Giornata internazionale delle foreste che si celebra oggi  il Comitato Per San Concordio sottolinea un’eccellenza lucchese  

3 MINUTI DI LETTURA





l’intervento

Come ricordato nel forum mondiale sulle foreste urbane tenutosi a Mantova nel 2018, da alcuni decenni in tutto il mondo si stanno realizzando numerosi progetti finalizzati a “portare le foreste nelle città”. Di minore estensione rispetto a esse, simili ai parchi, ma senza gli arredi tipici di questi, progettati dalla mano dell'uomo, ma a imitazione dell'opera della natura, ci sono anche i boschi urbani che assolvono alle stesse funzioni, quali pulire e rinfrescare l'aria, schermare dai rumori e dal vento, favorire il contatto con l'elemento naturale anche nei percorsi di apprendimento scolastico, oltre a richiedere una bassa manutenzione. Molti conosceranno esempi tanto estesi quanto famosi di grandi boschi urbani, ma pochi forse sanno che la nostra città già da anni si è unita al novero di queste realizzazioni virtuose con un boschetto, unico nel suo genere nel nostro Comune: il Parco didattico La Montagnola nel quartiere di San Concordio, che ci pare giusto ricordare in occasione della Giornata internazionale delle foreste, avente come tema, per il 2019, “Foreste e istruzione”, un binomio che sottolinea l’importanza del bosco per la vita urbana e la sua centralità culturale. Molti adulti che hanno studiato nelle scuole confinanti ricorderanno le lezioni di botanica all'aperto o le gare di corsa attorno agli alberi fatte in questo boschetto, ma ancora oggi, al mattino, si possono vedere studenti che ascoltano le lezioni seduti negli spazi creati appositamente per scopi didattici, ma sfruttati anche da altri cittadini per vari momenti di socializzazione. Al suo ingresso c’è una bacheca in legno con due affissioni che ricordano quanto studio ci sia dietro a una realizzazione all'apparenza tanto semplice. A partire dalla scelta delle piante autoctone, dalla disposizione dei vialetti che lo fanno sembrare più esteso, alla piccola depressione che raccoglie, drenandola, l'acqua piovana e la conserva a beneficio soprattutto dei volatili. Così, tutti coloro che frequentano questo spazio, anche solo a fini ricreativi, e che ne apprezzano le caratteristiche e le qualità “naturali” non vorrebbero che questo bosco urbano fosse snaturato da modifiche, di cui per altro nessuno sente la necessità, che non solo lo trasformerebbero in un parco cittadino attrezzato con i soliti arredi tipici di questi luoghi, ma soprattutto inciderebbero sul suo carattere naturale, con pesanti interventi artificiali di grave impatto visivo e ideologico. Ai loro occhi, sembrerebbe un dispetto e una mancanza di discernimento se venisse mortificato in qualcosa di diverso e perdesse quell'aura di unicità che lo rende un'opera singolare e perciò doppiamente apprezzabile. La speranza, allora, è che i molti fondi a disposizione del Comune per la qualificazione del verde pubblico siano utilizzati per mantenerne e anche accentuarne le caratteristiche naturali e che questo piccolo esempio di politica lungimirante possa inoltre essere di ispirazione per realizzare altre zone verdi simili nel nostro territorio, in vista di una migliore qualità della vita di tutti i cittadini. —

Comitato Per San Concordio

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini