Il Tirreno

Lucca

il caso  

Ritardi e corse che saltano Scoppia la protesta dei bus

Emanuela Ambrogi

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BAGNI DI LUCCA. Un problema (l’ultima corsa per Montefegatesi) è stato risolto, ma lo stesso non c’è pace attorno ai bus. Tra abbonamenti dal costo salato, pullman spesso vecchi e con posti insufficienti, guasti continui con ritardi o soppressione di corse, utenti che restano all’addiaccio per strada, arrivare in tempo a scuola o al lavoro spesso diventa un’impresa.

Ora però gli utenti della Valle del Serchio e della Lima dicono basta e sono pronti a organizzare ogni forma di mobilitazione per avere un servizio di trasporto pubblico decente, e non solo aumenti di biglietti e abbonamenti. Tra le iniziative allo studio c’è anche quella di rivolgersi a un legale, per verificare se vi sono gli estremi per rivolgersi alla procura. E intanto si chiede a Comuni, Provincia e Regione, e alle forze politiche, di farsi carico dei problemi della popolazione. A gennaio un consistente gruppo di utenti aveva già scritto a Provincia, Regione e società di trasporto indicando, uno per uno, una lunghissima serie di problemi: ritardi, corse saltate, guasti, pullman troppo pieni con rifiuto di far salire altri utenti.

Intanto in poche ore ha già raccolto 170 firme l’appello lanciato sul web da un genitore (con esperienza anche negli organi scolastici) perché si ponga fine al disagio di tanti utenti in tutta la Valle della Lima e del Serchio. Le firme sono state raccolte a Fornoli, al bar La Ruota, e a Benabbio, al negozio di alimentari Viviana. Nel testo si fa presente che, a seconda della lunghezza della tratta, un abbonamento costa anche 70 euro al mese. Un esborso che rende i disservizi ancor più intollerabili. Nell’appello Gilberto Malerbi, noto artista e padre di due studentesse che spesso è costretto ad accompagnare a scuola in auto per ritardi o corse saltate, scrive: «I nostri studenti viaggiano su mezzi vecchi, in cattivo stato di manutenzione. Con pneumatici e freni usurati percorrono difficili strade di montagna. I nostri ragazzi subiscono anche gravi inconvenienti causati da ritardi e anticipazioni ingiustificate, non precedentemente segnalati. Vi sono stati, in questi anni, numerosi casi di mezzi in panne non prontamente sostituiti, lasciando i passeggeri a piedi, tra cui studenti non ancora quattordicenni; casi in cui gli autisti dei pullman, costretti dall’esubero del numero dei passeggeri, non hanno fatto salire alcuni studenti (ovviamente paganti) lasciandoli alla fermata molti dei nostri studenti sono costretti a percorrere doppie tratte con tempi lunghissimi di permanenza sul pullman perché il mezzo stesso è impegnato a percorrere doppia tratta per carenza di pullman». E ci sono anche casi, aggiunge Malerbi, in cui gli autisti «per ritardo sul tempo di marcia o altri motivi, non coprono l’intero percorso e fanno scendere i ragazzi prima della consueta fermata per la quale pagano l’abbonamento. Ancora più gravi sono stati poi i casi di bus che hanno preso fuoco o che si sono fermati a metà corsa per mancanza di benzina o olio». —

Emanuela Ambrogi

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