Rinvio a giudizio per la coppia fuggita con i soldi di Acque Spa
CAPANNORI. Sono stati rinviati a giudizio per la seconda volta per un reato che andrà in prescrizione nel febbraio 2020.
La coppia, passata alle cronache come gli amanti di Acque Spa, è accusata di aver pianificato e realizzato una sparizione di fondi per almeno 1,8 milioni di euro, 900mila dei quali recuperati. A fine maggio a Pisa si terrà la prima udienza di un processo destinato a soccombere sotto la ghigliottina della prescrizione. L’annullamento del decreto di latitanza pronunciato dalla Corte d’Appello di fatto ha azzerato il procedimento a carico di Emanuele Enrico Busetta, 55 anni, all’epoca residente a Monsummano, difeso dall’avvocato Nicola Angioni e dell’allora compagna Laura De Liso, 51 anni, di Santa Margherita, a Capannori, assistita da Lodovica Giorgi e Sandro Guerra.
I giudici di secondo grado hanno valutato non sufficienti le ricerche della polizia giudiziaria per decretare la latitanza della ormai ex coppia. E ieri il gip Giulio Cesare Cipolletta li ha rinviati a giudizio per i fatti dell’agosto 2007. Una sentenza che fa retrocedere di anni il processo degli “amanti di Acque Spa”. La società idrica è parte civile con l’avvocato Stefano Del Corso. Gli investigatori sarebbero andati solo nelle residenze della coppia e non avrebbero fatto accertamenti ulteriori per verificare la condizione di latitanza.
Era l’agosto 2007 quando dalla sede di Ospedaletto partirono diversi bonifici su conti bancari aperti a Montecatini e Larciano che poi presero il volo verso Lugano. Un ammanco di 1,8 milioni; 900mila euro furono recuperati, il resto si è volatilizzato con la coppia, ancora latitante, per la quale in primo grado a Pisa nel maggio 2012 il tribunale pronunciò una sentenza di condanna a 7 anni e 10 mesi per peculato in concorso e falso materiale in scrittura privata. Su entrambi pende ancora un ordine di arresto mai eseguito. Le tracce portarono gli investigatori a localizzare tra Panama e Santo Domingo le presenze dei due che, finito l’amore o quell’infatuazione che aveva dato a entrambi le motivazioni per un colpo del genere, da anni non stanno più insieme.
Busetta aveva un’attività di noleggio elicotteri in Costa Rica. Il 4 dicembre 2007 avevano aperto una società mercantile a Panama, la Lucky Pearl Group Inc. Il presidente e direttore era Busetta, “ingegnere” con la terza media e il pallino per l’elettronica, e nel doppio ruolo di segretario e tesoriere la contabile De Liso. L’eventualità che i due siano “graziati” dalla prescrizione è concreta. A contare è la qualificazione del reato. Per procura e parte civile la natura giuridica di Acque Spa fa dell’ex impiegata De Liso un’incaricata di pubblico servizio. E allora l’ipotesi del peculato porterebbe la prescrizione almeno a 12 anni e mezzo (febbraio 2020). La difesa dà forza alle sue tesi per far derubricare il reato in appropriazione indebita con prescrizione a 7 anni e mezzo. —
Pietro Barghigiani
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