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La Veneta cambia look e apre la nuova stagione

Rossella Lucchesi
La Veneta cambia look e apre la nuova stagione

La nota gelateria ha inaugurato il nuovo assetto, con arredi in stile moderno e un giardino interno con piante e luci. Ma i prodotti rimangono quelli doc

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Il gelato, quello genuino, prodotto in modo assolutamente artigianale, è da tre generazioni l’orgoglio dell’azienda di famiglia e il fiore all’occhiello della tradizione lucchese. Una storia che parte nel 1927 quella della nota impresa gelatiera di Lucca, fondata da Guerrino Arnoldo, nonno dell’attuale titolare, Pierpaolo Arnoldo. È proprio il nipote del fondatore della rinomata azienda lucchese a raccontare la storia della sua famiglia “piovuta” a Lucca per caso, dopo un lungo peregrinare per motivi di lavoro. Dopo la chiusura invernale, la Veneta ha riaperto i battenti come sempre in marzo: quest’anno però in una versione rimodernata, pronta per una nuova fase.

Tutto ebbe inizio ai primi del ’900, quando Vittorio, bisnonno di Pierpaolo, emigrò in Austria da un paesino della Val Di Zoldo nel bellunese, in cerca di lavoro. A Vienna imparò a fare il gelato e potè guadagnare un bel gruzzolo e investire sul futuro. Dopo la prima guerra mondiale si trasferì a Trieste, proseguendo l’attività di gelataio con i figli maschi, tra i quali Guerrino, mentre la moglie restava al paese per accudire i figli più piccoli, la casa e i campi, ai quali Vittorio si dedicava nel periodo invernale, quando chiudeva la gelateria e tornava a casa. Qualche anno dopo, il trasferimento a Firenze con una nuova attività, poi l’approdo a Lucca per mettersi in proprio, aprendo il negozio in via Veneto. Che, per onorare le proprie origini, volle chiamare Veneta. All’epoca era un fondo di 40 metri quadrati, ma gli affari andavano bene, nonostante si lavorasse nello “stretto” dalla produzione alla vendita. Il gelataio prodotto bisognava venderlo in giornata, perché non c’erano i frigoriferi. Il ghiaccio arrivava la mattina all’alba dal negozio di piazza della Misericordia e manteneva i gelati fino a sera. Qualche anno dopo ad affiancare Guerrino arrivò il figlio Dino, che avrebbe poi preso le redini dell’azienda con la moglie Maria Camilla che ancora oggi, nei momenti di grande afflusso si mette dietro il banco a servire i gelati. Dino è scomparso un anno fa, lasciando in eredità una grande tradizione ai figli Pierpaolo e Mara, che gestisce il negozio di via Fillungo, l’ultimo aperto dagli Arnoldo, dopo quello di via Beccheria nel 1995 e di piazzale Ricasoli dal 2000.

La sede principale resta quella di via Veneto, negli anni oggetto di vari restyling. Dall’estensione al fondo accanto, prima diviso da una porta, per diventare, nel 1987, un ambiente unico e molto ampio. L’ultima ristrutturazione è quella che Pierpaolo Arnoldo e la moglie Paola De Nadal hanno presentato all’inaugurazione della nuova stagione. Un ambiente moderno e funzionale dominato dai colori bianco e nero con sfumature grigio, in cui risaltano le pareti che riproducono la veduta antica di Lucca, il vecchio pavimento in granito Labrador e i tavolini di marmo bianco con le basi di ferro battuto, materiale di cui è composta anche la panca a serpentone ai lati. Una sorta di “giardino d’inverno” disseminato di piante e illuminazione a led che riproduce la luce naturale.

A dominare la scena l’enorme banco centrale - con uno spazio per il caffè e le crèpes - con una varietà infinita di gelati e le “cassatine” inventate dal nonno. E poi gelati e sorbetti alla frutta, la specialità della ditta Arnoldo prodotta, come da tradizione, con frutta fresca e matura al punto giusto nel laboratorio di via della Polveriera. —

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