Il Tirreno

Lucca

DAL GIUDICE 

Condannato culturista che fratturò la mascella di un conoscente

Luca Tronchetti
Condannato culturista che fratturò la mascella di un conoscente

Incastrato dalle telecamere interne della palestra.  A far scattare la violenza, le voci sull’uso di anabolizzanti

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Una parola di troppo legata al suo fisico di culturista provoca una reazione sproporzionata con il collega di palestra che finisce in ospedale con la frattura scomposta della parete mascellare e il rischio di perdere l’occhio sinistro in seguito a due pugni in pieno volto sferrati in un momento in cui nelle vicinanze non c’era nessuno. Ad inchiodare il responsabilità del gesto di inaudita violenza le telecamere interne della palestra dove i due contendenti stavano svolgendo i loro esercizi settimanali. Con l’accusa di lesioni gravi e minacce il giudice dell’udienza preliminare Antonia Aracri condanna a 2 anni, 4 mesi e 20 giorni il culturista albanese Dritan Muslia, 33 anni, residente a Capannori. Per quanto riguarda il risarcimento del danno a favore della parte lesa la palla passa al giudice civile.

I FATTI

La vicenda risale al 22 gennaio 2018 all’interno della palestra Olympia in via di Salicchi. L’albanese sta svolgendo la sua consueta attività per irrobustire il suo aspetto fisico. Con lui ci sono altri coetanei. Albanesi e lucchesi. Dai primi riscontri pare che l’ira di Muslia sia nata da alcune voci di altri «palestrati». In particolare, stando a quanto riportato da un connazionale che era con lui quella sera in palestra, un quarantacinquenne di Pescaglia si sarebbe lasciato andare a commenti pesanti sull’uso di anabolizzanti per scolpire il suo fisico. Proprio su quella confidenza è nata l’aggressione. Gli inquirenti hanno ascoltato anche un testimone, un albanese, che non ha saputo dire il nome di colui che aveva indicato come l’autore dei commenti pesanti in danno di Muslia.

IL LITIGIO

Quel pomeriggio Muslia e il quarantacinquenne di Pescaglia hanno iniziato a litigare. Secondo l’accusa l’italiano a voce alta avrebbe apostrofato il culturista con un «albanese di m...a». Aspettando che in quell’angolo della palestra non ci fossero testimoni l’imputato ha sferrato all’improvviso due cazzotti in volto al malcapitato che non ha fatto in tempo a difendersi. Pugni pesantissimi che hanno procurato alla vittima della violenza lesioni giudicate guaribili in 50 giorni. La frattura scomposta della parete mascellare e la frattura dell’orbita dell’occhio sinistro e della parete laterale. Un colpo che ha rischiato di fargli perdere il bulbo oculare. L’urlo di dolore ha fatto accorrere altre persone presenti in palestra. Il quarantacinquenne è stato soccorso. Ma il ghiaccio nella zona colpita non ha sortito alcun effetto tanto che la vittima è stata costretta a ricorrere alle cure del pronto soccorso del San Luca. E il referto medico è stato impietoso. L’albanese è stato poi inchiodato dalle telecamere della palestra Olympia che hanno ripreso proprio l’istante in cui colpiva con freddezza il suo rivale. —

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