Sicurezza
Colto da infarto: salvato al San Luca
Da Castello ringrazia i medici: era a cena al ristorante quando si è sentito male. In due ore «operato e vivo»
lucca. Due ore della sua vita che non dimenticherà. Due ore nelle quali è passato da trovarsi a una cena di lavoro a essere operato e ricoverato al San Luca a seguito di un infarto.
È la storia «eccezionale», come la definissce egli stesso, di cui è stato protagonista il signor Antonio Da Castello, lucchese di 54 anni, residente nel quartiere di Sant’Anna. Ma una storia, anche, di buona sanità, che lo stesso Da Castello tiene a raccontare per sottolineare la professionalità e l’efficienza del personale dell’ospedale San Luca di Lucca.
Tutto accade mercoledì 13 marzo. Da Castello, dirigente del service manutenzioni di una nota azienda lucchese che produce macchine per cartiere, la Tecno Paper, si trova a cena in un ristorante conosciuto della città, insieme a un gruppo di colleghi e clienti. Sono circa le 22,30 quando viene assalito da un dolore al collo che «piano piano - sono le sue parole - si irradia al braccio sinistro, lo percorre internamente fino ad arrivare al mignolo della mano sinistra».
Da Castello non attende. Capisce che quei sintomi sono strani, avverte un pericolo anche se problemi di cuore (racconterà poi) non ha ha mai avuti. «Dopo circa quindici, venti minuti al massimo dall’inizio del dolore - continua la sua ricostruzione - quando avevo iniziato anche a sudare, decido di abbandonare la compagnia per dirigermi all’ospedale San Luca».
Il signor Da Castello arriva in ospedale intorno alle 23. Qui, spiega, gli viene subito fatto l’elettrocardiogramma. «A quel punto i sanitari mi mettono su una barella e mi portano nella sala dell’emergenza dove arriva subito il cardiologo, che avevano prontamente avvisato, e mi diagnostica un infarto in corso».
Con tutta la velocità necessaria in casi come questo, viene preparata la sala operatoria dove, prosegue il signor Da Castello, «incontro la dottoressa Cristina Gemignani, la quale interviene con una coronografia a contrasto e contemporaneamente con una angioplastica. Nel frattempo gestisce anche un mio arresto cardiaco. Alle una e quindici del 14 marzo sono già in sub-intensiva, attaccato al monitor e vivo. Incredibile: in due ore entro al pronto soccorso, il problema viene diagnosticato, vengo operato, il problema è risolto. Se non è efficienza questa! il mio encomio ai medici». Il signor Antonio Da Castello è ancora ricoverato in cardiologia, e adeguatamente seguito e monitorato. Si sente molto fortunato: «Mai avuto problemi cardiaci prima». —
B.A.
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