Sicurezza
Adesivi sulla targa per Erbstein La politica si divide
lucca. I vandalismi alla targa per Erno Erbstein dividono la politica. Da una parte Daniele Bianucci (Sinistra con Tambellini) sostiene che «quanto è accaduto è inqualificabile, e ferisce tutte le cittadine e tutti i cittadini lucchesi. Erbstein, ebreo di origine ungherese, fu l’allenatore che portò la Lucchese ai suoi massimi livelli. Fu però costretto, con sua figlia Susanna, ad abbandonare Lucca a causa delle leggi razziali: infamia del nostro Paese, volute da Mussolini. La sua testimonianza è oggi un esempio importante per tantissimi giovani lucchesi: e questo gesto, vigliacco e offensivo, non può che far vergognare la nostra Città. Ci rassicura il fatto che un’azione tanto bieca sia stata posta in essere da una piccolissima minoranza; perché Lucca è ben altra cosa: è democratica, accogliente, antifascista. Per questo, l’invito che lancio alla Città è di trovare, in fretta, modi e mezzi per valorizzare, ancora di più, la sua storia: esempio per tutti di una vita più forte di pregiudizi e violenze».
Opposta la posizione di Fabio Barsanti (CasaPound): «Tambellini - scrive Barsanti - ha attaccato la Curva della Lucchese per degli adesivi presenti sul cartello stradale di piazza Erbstein. Uno delle decine di cartelli in città dove sono presenti adesivi, ma in questo caso il sindaco ha parlato di volontà negatrice del ricordo dell’allenatore magiaro e colpevolizzato la “destra”. Ma è tutto falso, su quel cartello ci sono anche adesivi della squadra di estrema sinistra Trebesto. Proprio a loro Tambellini ha concesso in questi giorni ancora una volta il Foro Boario per fare tre giorni di festa. Insomma, su quel cartello ci sono gli adesivi dei suoi pupilli, con che coraggio parla?». —
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