Il Tirreno

Lucca

Ponte a moriano  

Ex pastificio Mennucci in arrivo i controlli

Gianni Parrini
Ex pastificio Mennucci in arrivo i controlli

Il Comune risponde alla domanda di sicurezza dei residenti «Manderemo i vigili urbani a valutare la situazione»

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«Manderemo i vigili a vedere qual è la situazione e poi decideremo il da farsi». L’assessore Francesco Raspini risponde alla domanda di sicurezza che si leva da Ponte a Moriano. Come abbiamo raccontato nell’edizione di ieri le inquietudini degli abitanti della frazione del morianese si addensano attorno all’ex pastificio Mennucci, divenuto luogo di spaccio notturno e fonte di pericolo per la presenza di vetri pericolanti e lastre di eternit. Insomma, l’immobile ha le sembianze di un’enorme casa della paura, su cui i cittadini reclamano – giustamente – un intervento. «Ho letto sul Tirreno le preoccupazioni manifestate dai residenti – spiega Raspini – Chiederò alla municipale di fare dei controlli, eventualmente congiunti con altre forze dell’ordine. Sulla base della relazione stilata dai vigili si valuterà il da farsi. Qualora venissero riscontrate situazioni di pericolo si discuterà l’ipotesi di fare un’ordinanza al privato per intimargli di sistemare le irregolarità più evidenti».

E qui sorge un’altra questione: di chi è l’immobile oggi? Una domanda a cui non è stato facile dare risposta, dato che la storia del pastificio Mennucci affonda le sue radici nei due secoli precedenti. Era la fine dell’800 quando Giovanbattista Mennucci aprì una piccola bottega alimentare sulla via Lodovica, con annesso un forno per il pane e un piccolo pastificio. Nel 1919 Giovanbattista morì prematuramente lasciando al figlio Maurizio, non ancora 17enne, il compito di portare avanti l’impresa di famiglia. Nel 1940, quando il piccolo laboratorio si era ormai trasformato in una vera e propria industria, venne distrutto da un bombardamento. Fu sommariamente ricostruito ma nel 1944 venne nuovamente incendiato dai tedeschi in fuga. Con grande tenacia Maurizio, aiutato dai figli ancora ragazzi, riuscì a far funzionare di nuovo la fabbrica, che rimase attiva fino al ’66, quando ci fu il trasferimento al nuovo stabilimento. Da quel momento l’immobile di via Lodovica sparisce dalle cronache. Quell’indirizzo spunta di nuovo nel 2012: è negli atti dell’operazione Matrioska, l’indagine della procura a carico di un imprenditore versiliese sospettato di una truffa ai danni della Banca nazionale del lavoro (gli imputati sono stati tutti assolti in Cassazione). L’ex pastificio risultava tra i beni della società “Vinci srl”, un’immobiliare afferente alla galassia del gruppo Tronci, poi fallita con un rosso di oltre 1,5 milioni. Da allora l’immobile è nelle mani del curatore fallimentare Matteo Romani: «Sì – conferma l’incaricato dal tribunale – L’ex pastificio rientra tra i beni oggetto della curatela. Qualche anno fa abbiamo provato a venderlo all’asta ma nessuno si è fatto avanti. Purtroppo è un immobile che oggi non ha grande valore. È pericoloso? Tempo fa era stato transennato e messo in sicurezza. Non è possibile fare interventi più importanti: avrebbero costi che nessuno si può accollare dato che non c’è un proprietario».

Ricapitolando, qualora il Comune facesse un’ordinanza di messa in sicurezza (con chiusura degli accessi) a cui il curatore non ottempera, l’amministrazione potrebbe valutare di intervenire direttamente. Ma si tratterebbe di un’extrema ratio motivabile solo per gravi ragioni di sicurezza, dato che la spesa (non recuperabile) sarebbe passibile di censura contabile da parte degli organi di controllo. Il primo passo, intanto, spetta ai vigili che dovranno fare il sopralluogo. —

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