Il dolore
Per la difesa dei 3 dirigenti l’avviso di conclusione delle indagini è da rifare
Oltre all’eccezione di nullità il pool presenta un’altra istanza di accertamento tecnico per capire se ci fu responsabilità dei genitori del bimbo caduto
Non si fa attendere la risposta del pool difensivo dei tre dirigenti comunali - Alessandro Biancalana, Giovanni Marchi e Maurizio Tani - alla modifica del capo d’imputazione per l’incidente avvenuto sulle Mura il 21 agosto 2018 con padre e figlio di 5 anni che caddero dalla zona della cannoniera Est del baluardo San Regolo. Alla luce del cambiamento con aggravamento dell’imputazione originaria - da lesioni colpose per aver omesso di garantire la sicurezza delle Mura a lesioni personali stradali gravi - gli avvocato Carlo Di Bugno e Lodovica Giorgi ieri mattina hanno depositato alla segreteria della procura della Repubblica un’eccezione di nullità nell’avviso di conclusione delle indagini e la richiesta di nuovo incidente probatorio con la possibilità di verificare le responsabilità dei genitori del piccolo francese.
Secondo i difensori dei tre indagati in risposta all’istanza di accesso ai luoghi - risalente al 22 febbraio - la procura ha fatto seguire il termine bis al reato di lesioni colpose contestato nell’avviso di conclusioni delle indagini. Una postilla che determina un aumento di pena e la procedibilità d’ufficio del reato che altrimenti sarebbe stato a querela di parte. Per i difensori quello che potrebbe risultare il rimedio ad una semplice dimenticanza si rivela, in realtà, una modifica al capo d’imputazione rispetto alla quale i legali degli indagati hanno intenzione di difendersi in questa fase del processo. Quell’avviso di conclusione delle indagini è da rifare.
NUOVO ACCERTAMENTO
L’altra nuova istanza riguarda l’accertamento tecnico. Per il pool difensivo la mancata messa a disposizione degli originali delle foto e dell’esemplare della bici di Cicli Bizzarri usata dal bimbo francese precipitato dalle Mura rendono impossibile procedere alla ricostruzione dell’esatto punto di salto della parte offesa. Così la rimozione dei sigilli si rivelerebbe un’attività inutile. La pg e la procura hanno invece potuto disporre dell’esemplare di bici utilizzato e scattare foto dalle quali può essere tratto l’esatto punto di caduta dalla bici. Così la difesa di Biancalana, Marchi e Tani, in considerazione della modifica del capo d’imputazione contestato ai tre dirigenti comunali, ritiene necessario considerare anche le condotte colpose ascrivibili ai genitori del bambino. La coppia avrebbe consentito al piccolo di abbandonare il manto stradale e di accedere sul bastione in bici nonostante vi siano espressi divieti cartellonistici e omesso di vigilare sul minore. Per questo i legali chiedono un accertamento tecnico irripetibile finalizzato a ricostruire l’esatto punto di salto e la dinamica del sinistro oltre alla condotta dei genitori i quali, come risulta da annotazione di pg, si trovavano a 15 metri dal minore. A una distanza non congrua per controllare il bimbo in sella ad una bici sulle Mura. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google