Il Tirreno

Lucca

La Lodovica come Monza «Auto e tir sfrecciano, marciapiedi insufficienti»

Rossella Lucchesi
La Lodovica come Monza «Auto e tir sfrecciano, marciapiedi insufficienti»

Richiesta l’installazione di autovelox o telecamere e la presenza dei vigili Preoccupano anche la condizione delle scarpate e delle piante lungo la via

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Sulla via Lodovica, soprattutto nel tratto tra il ponte di Sant’Ansano e l’ex ristorante La Mora, si corre a cento all’ora, non rispettando i limiti di velocità e mettendo continuamente a rischio la vita di pedoni e ciclisti. Lo stesso avviene in prossimità del centro abitato, dove automobili e mezzi pesanti transitano ad alta velocità ad ogni ora del giorno e della notte, spesso causando danni ai marciapiedi e alle abitazioni.

Non ci sono autovelox, raramente si deve una pattuglia di vigili urbani, polizia e carabinieri e gli abitanti non sanno come fare per attraversare la strada. Difficile anche passare a piedi o con una carrozzina sui marciapiedi, troppo stretti, dove, soprattutto al mattino quando fuori dalle abitazioni sono esposti i bidoni dei rifiuti, per proseguire bisogna scendere sulla strada. A segnalarcelo sono Fabrizio Giampaoli che abita a Sesto di Moriano e la signora Aureliana Gheorghe che risiede a pochi passi dal ponte, zona in parte sprovvista do fognature, la quale più di una volta ha visto cadere la terrazza della famiglia dalla parte opposta della strada, dopo essere stata urtata da un tir che si incrociava con un altro mezzo pesante. «Bisogna intervenire prima che ci caschi il morto, commentano, considerando che qui vivono anche anziani e bambini che necessitano di grandi attenzioni».

Anche per Anna Rugani residente a Sesto, il problema più grosso è la forte velocità sulle strade e la pericolosità del continuo andirivieni di auto e mezzi pesanti «i quali, dice, spesso, forse per carenza di segnaletica, anziché prendere la variante attraversano la borgata e procedono sulla Lodovica». Altra zona a rischio, secondo la signora Rugani, è quella tra San Michele di Moriano e la Freddana per la presenza di cigli franosi, ma anche quella di San Lorenzo di Moriano, dove vive la madre e dove, per due volte si è ripetuta la scena dell’abbattimento della terrazza che si affaccia sulla strada. «Troppo stretta, commenta, soprattutto nel tratto tra la curva di “Geppino” e la località Burrone, dove c’è anche la scuola elementare. Mancano marciapiedi e strisce pedonali e si rischia di essere travolti».

Altro nodo da sciogliere lo scivolo sulla Variante, nato come sbocco per i mezzi di emergenza, ma inaccessibile perché ostruito da rovi e rifiuti e chiuso da tempo con un cancello. La signora Alberta Valentini abita di fronte al ponte di Sant’ Ansano, accanto al quale c’è un platano che da anni non viene potato, peraltro con una grossa cavità al centro che lo rende pericoloso ai passanti. «Il problema, sottolinea, si accentua quando cadono le foglie che vanno a intasare canale e tombini e si accumulano sul marciapiedi, rendendolo scivoloso. E che dire del fiume, sporco e in stato di abbandono e sempre più minaccioso in caso di piena, quando spesso allaga le cantine delle abitazioni?» Per non parlare delle fosse piene di sterpaglie e rifiuti sparsi ovunque «e delle cunette lungo la via di Mastiano per lo scarico delle acque, dove gli addetti da mesi lavorano a intermittenza, incuranti del pericolo che corrono gli abitanti» conclude Loretta Di Ricco, preoccupata di quanto può avvenire in caso di forti piogge. —

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