Finanza
Progetto e visioni diverse: i sindaci prendono tempo
Dalla riunione in Provincia emerge la volontà di sfruttare al massimo la scadenza del 4 maggio per le osservazioni
LUCCA. Approfittare del tempo a disposizione per approfondire il progetto. È quanto emerso, stando alla nota conclusiva, dall’incontro di ieri in Provincia sul progetto del nuovo sistema tangenziale di Lucca. Un incontro convocato dal presidente della Provincia e sindaco di Capannori Luca Menesini, a pochi giorni dalla feroce polemica con il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini, entrambi presenti così come il primo cittadino di Porcari Leonardo Fornaciari e l’assessore di Altopascio Daniel Toci, in rappresentanza del sindaco Sara D’Ambrosio, insieme con i dirigenti tecnici delle rispettive amministrazioni.
«Dalla sala giunta della sede della Provincia – si legge nello scarno comunicato conclusivo – dopo aver analizzato e comparato alcuni snodi nevralgici del progetto definitivo elaborato da Anas e presentato lo scorso 5 marzo, è emersa la volontà di approfondire tecnicamente vari aspetti del progetto. Tutti i partecipanti, a partire dai tecnici, si sono quindi presi l'impegno di fare approfondimenti anche sull’iter tecnico in modo che la grande opera sia il più possibile integrata col territorio. Si apre quindi una fase di indagine e verifica tecnica, anche in virtù del fatto che c’è tempo fino al prossimo 4 maggio per presentare le osservazioni ad Anas. Nel frattempo sono previsti incontri sul territorio e con i cittadini, organizzati direttamente dalle amministrazioni comunali coinvolte nel progetto, sul proprio territorio di competenza».
Sul tema si registra intanto l’intervento del Comitato paesano di Tassignano, decisamente contrario all’utilizzo di via Chelini (come previsto dal progetto) quale asse viario, perché «andrebbe a costituire una barriera pressoché insormontabile nella zona centrale del nostro Comune. Praticamente un muro di asfalto. Inoltre sono previsti espropri dei terreni contermini per una fascia di 3 metri, nonché espropri su fasce più ampie in determinate aree. Quindi non si tratta solo di riutilizzo di infrastruttura esistente come si vorrebbe far credere, ma di un’imponente trasformazione in una viabilità statale a 4 corsie praticamente in una superstrada, per tutto il tratto dalla rotatoria di Antraccoli fino al Frizzone». —
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