Gioco
La rabbia delle dipendenti dell’archivio fotografico: «Non sapevamo nulla della chiusura»
Ci lavorano da 16 anni ma il Comune non le ha informate che oggi sarà il loro ultimo giorno di lavoro: «Ci prendono in giro»
LUCCA. Due giorni fa sono andate al lavoro come al solito, negli uffici al secondo piano di villa Bottini, dove prestano servizio da sedici anni. Ma la notte successiva non hanno dormito sonni tranquilli perché, leggendo le notizie sui giornali, hanno saputo che oggi sarà il loro ultimo giorno di lavoro.
Francesca Puccini e Francesca Concioni, dipendenti della cooperativa Nuovi Orizzonti che gestisce l’archivio fotografico lucchese per conto del Comune di Lucca, non erano state avvisate della decisione, che le ha completamente spiazzate.
«Non possono continuare a trattarci così, prendendoci e mettendoci da parte ogni qualvolta lo ritengono necessario e sempre senza preavviso, gettandoci ogni volta nel panico per il timore di perdere il lavoro cui ci dedichiamo da anni, con passione e competenza», commentano con amarezza le operatrici dell’archivio lucchese, uno dei più ricchi sul territorio nazionale, con un patrimonio di oltre 1 milione 200mila immagini di grande valore storico e documentaristico, tra cui pezzi unici di lastre in vetro soggette a deterioramento «per le quali - aggiungono - servono competenze specifiche come quelle che noi abbiamo acquisito in questi anni di duro lavoro e con mezzi sempre più risicati. Non ci capacitiamo di come l’amministrazione comunale ignori l’importanza di questa struttura - aggiungono - che è un immenso patrimonio culturale che annovera donazioni prestigiose, come quelle recenti dei fondi Ettore Cortopassi ed Eugenio Ghilardi, per un totale di circa 700mila immagini».
Si sentono dunque prese in giro le due dipendenti, arrabbiate per questa nuova brutta sorpresa e chiedono rispetto per il loro lavoro da parte del Comune che, ricordano «prima ci ha formate attraverso corsi specifici, poi periodicamente ci mette a casa, senza troppe spiegazioni, dimostrando un’inspiegabile inadempienza amministrativa che certo non è un bel biglietto da visita per gli utenti dell’archivio e per la stessa città che vanta una grande tradizione in fatto di archivi». Anche perché, stando a quanto raccontano Puccini e Concioni, ci sono dei precedenti. La prima sospensione dal lavoro fu tra luglio e agosto del 2017 poi lo scorso anno dall’8 giugno al 21 agosto. Questa è la terza volta che le due si trovano improvvisamente a casa, senza sapere se, come e quando saranno reintegrate. «È assurdo vivere nell’incertezza - proseguono le operatrici - e lottare contro i mulini al vento, rivendicando la nostra professionalità». A tranquillizzarle arrivano le parole dell’assessore Stefano Ragghianti .
«Il motivo della sospensione dell’attività dell’archivio fotografico - spiega - è l’intenzione del Comune di procedere con un bando pubblico (al quale potrà partecipare anche la cooperativa che ha gestito finora) per l’affidamento del servizio complessivo che dovrebbe andare a chi ha grande esperienza e capacità nell’attività di archiviazione e portare così migliorie importanti. Le attuali dipendenti hanno tutti i requisiti necessari per restare e per la loro riconferma non dovrebbero esserci problemi».
L’incarico al momento sarebbe di un anno, in attesa di risorse per renderlo triennale. Il bando dovrebbe uscire entro una settimana e dopo 15 giorni ci sarà l’affidamento in base alle offerte. Il servizio potrebbe quindi riprendere entro un mese. Staremo a vedere, perché a goderne i vantaggi sarebbero non solo le dipendenti, ma lo stesso Comune che dalla vendita delle immagini ha un notevole ritorno economico. —
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