Un effetto nimby alla rovescia Tutti vogliono i dossi “verso il nulla”
L’ironia e le polemiche sul passaggio pedonale di Lammari lasciano il posto alla miriade di richieste della stessa opera
«Anche da noi, anche da noi». La storia del passaggio pedonale “dal nulla verso il nulla”, realizzato dal Comune in via del Chiasso a Lammari, ha sollevato molte reazioni, diverse tra loro, tra cui, appunto, quella sorprendente (e forse anche più diffusa) riassumibile appunto nell’espressione «anche da noi».
La storia, nota, è quella del dosso realizzato in una via della frazione capannorese che, fermandosi all’immagine, apre la porta a facili ironie, visto che quel passaggio pedonale unisce tra loro un campo e un muro. Insomma, se davvero fosse fatta a uso e consumo dei pedoni, sarebbe un’opera inutile. In realtà, come spiegato dallo stesso sindaco Luca Menesini, si è trattato di un escamotage per far rallentare le auto: non potendo – per il codice della strada – installare semplici dossi rallentatori, si è scelto questo tipo di struttura che le norme le rispetta. Non servirà come passaggio pedonale, ma potrà almeno servire a far frenare le auto che, in questa strada, sfrecciano ignorando i limiti di velocità.
Ovviamente la spiegazione non è bastata a convincere tutti, a fermare l’ironia (in alcuni casi geniale, come quella del riferimento a Harry Potter e al binario fantasma 9 e 3/4) o a limitare le contestazioni di chi ritiene quella una spesa inutile preferendo altri tipi di interventi (dal rifacimento degli asfalti all’installazione degli autovelox). Ma guardando l’insieme delle reazioni alla notizia si scopre che, in realtà, non solo molti trovano giusta quella realizzazione, ma che la “contestazione” più diffusa è quella del «perché l’avete fatta lì e non da me?». Una sorta di “effetto nimby” alla rovescia. Il “not in my back yard” (ossia “non nel mio cortile”, in sigla nimby appunto), che qui diventa però un «anche da me». Ed è proprio questa l’obiezione/richiesta principale tra i circa 300 commenti di risposta al post pubblicato dal sindaco di Capannori sulla sua pagina Facebook.
Battute e contestazioni tra i commenti quasi scompaiono in mezzo a quello che è, in sostanza, un lungo elenco di strade che a detta dei capannoresi avrebbero bisogno di un intervento indentico a quello di via del Chiasso. Praticamente non si salva un solo angolo del territorio e, viste le dimensioni del Comune non è poca cosa (del resto lo stesso Menesini in più di una risposta ha ricordato come ci siano 300 chilometri di strade a Capannori). Tutti vogliono un dosso come quello di Lammari, poco conta cosa debba collegare. L’importante è rallentare le auto. Richieste che arrivano anche da strade dove, per classificazione, non si possono mettere rallentatori. Insoma, sarà anche un’opera che fa ridere, ma quello degli acceleratori troppo premuti è evidentemente un problema reale. —
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