Il dolore
Chiesta l’accoglienza dei migranti vulnerabili
Il Comune ha presentato domanda al ministero dell’Interno per dieci posti nello Sprar: «Sono pericolosi per sé e per gli altri»
lucca. Una richiesta al ministero dell’Interno per l’attivazione di un progetto di accoglienza Sprar dedicato ai migranti “vulnerabili”, ovvero a tutti coloro che soffrono di problemi psichici o altre patologie anche gravi che al momento si trovano nei Cas, centri di accoglienza straordinaria. È quella presentata dal Comune di Lucca che ha fatto domanda per un totale di dieci posti. Una «richiesta d’aiuto» che fa seguito a quella già presentata qualche tempo fa sempre dal Comune per l’inserimento nel progetto Sprar di quindici minori richiedenti asilo non accompagnati. «I soggetti vulnerabili sono persone che spesso anche a causa dei traumi che hanno subito durante la fuga dai loro Paesi d’origine hanno sviluppato problemi psichici importanti - spiega l’assessora Lucia Del Chiaro - e hanno bisogno di assistenza. Ora sul tavolo del ministro dell’Interno ci sono due richieste del Comune di Lucca: una riservata ai minori non accompagnati e l’altra ai soggetti vulnerabili. Il nostro obiettivo è quello di evitare che, una volta espulsi dai Cas, dove al momento si trovano, non sappiano dove andare. Anche perché il rischio è che possano essere pericolosi per sé stessi e per gli altri». In tutto i soggetti vulnerabili che si trovano a Lucca sono sette. «Il numero dei posti che abbiamo chiesto sono dieci - aggiunge Del Chiaro - ci siamo basati sul numero di persone che ci sono al momento visto che sembrano improbabili degli altri arrivi». Sui tempi di risposta del Ministero dell’Interno però l’assessora teme che si possa andare un po’ per le lunghe. Al momento, stando a dati della prefettura diffusi alla fine del 2018, nello Sprar provinciale ci sono una trentina di persone che hanno avuto la protezione umanitaria. Persone che sono sistemate in tre appartamenti: uno a Lucca, uno a Capannori e l’altro a Viareggio. Nei Cas invece sono ospitati tra i 280 e i 290 richiedenti asilo. Per quanto riguarda il dato dei minori non accompagnati bisogna distinguere tra i minori richiedenti asilo - che sono otto e si trovano nel Cas gestito dal Gvai a carico della Prefettura - e i minori stranieri non accompagnati (a carico del Comune) che sono una ventina e si trovano alla Carlo del Prete, al Villaggio del Fanciullo e in una struttura del Gvai. «La richiesta del Comune per quanto riguarda i minori al momento è riservata ai richiedenti asilo - conclude Del Chiaro - ma quando lo Sprar verrà trasformato in Siproimi, Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e per minori stranieri non accompagnati, piano piano tutti confluiranno lì. Ma questo sarà un passaggio successivo». —
F.S.
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