La manifestazione
Addio a Luvisotti, creatore e anima dell’Ivg
L’anno scorso era stato arrestato. La figlia: «Una grande sofferenza che ha influito sul suo stato di salute»
lucca. Sapeva che era arrivata la sua ora. E come ogni patriarca che si rispetti aveva voluto al suo fianco i familiari nella casa di Rigoli (San Giuliano Terme) dove era tornato per l’addio a una vita in cui non erano mancate le soddisfazioni e le gioie, ma anche le tante battaglie aspre e feroci e le amarezze. Domenica sera intorno alle otto e mezzo per un problema respiratorio è venuto a mancare Virgilio Luvisotti, già notissimo direttore dell’Istituto vendite giudiziarie di Lucca.
Lui, 85 anni da una manciata di giorni, aveva scelto di stare a destra in un territorio che più rosso dal dopoguerra a oggi non poteva essere. Dall’exploit della Lega prima con Susanna Ceccardi a Cascina e poi con Michele Conti a Pisa, i governi di centrodestra non sono più un’eresia. Altri tempi quando una scelta di campo come quella di Luvisotti di schierarsi con il Movimento Sociale negli anni Cinquanta e nei decenni a seguire significava essere sempre e comunque minoranza. Dalle ceneri del fascismo al post fascismo con Alleanza Nazionale, il cammino politico di Luvisotti lo aveva portato a transitare anche ne “La Destra” di Storace e a fondare Alleanza Federalista. Sempre a destra, sempre all’opposizione sia in Regione, dove è rimasto per 15 anni, che in consiglio comunale a San Giuliano Terme.
«Ci ha voluti vicini per l’ultimo momento – spiega la figlia Irene –. Lo ricordiamo con affetto. Non ha chiesto fiori, ma offerte per associazioni di beneficenza. Lo vogliamo ricordare per le sue battaglie a favore del territorio, dell’aeroporto, della sanità. Sappiamo bene che si poteva anche non essere d’accordo con lui per le sue idee politiche, ma il suo impegno per queste zone è sempre stato enorme».
Non c’era solo la politica nella vita di Luvisotti. La sua creatura era l’Istituto vendite giudiziarie, un settore che lo aveva portato al vertice dell’associazione nazionale. Un amore che a fine carriera, quando ormai era fuori dalla società, gli ha voltato le spalle. Nel dicembre 2017 l’onorificenza di Cavaliere al merito. Il 9 gennaio 2018 l’arresto per corruzione in atti giudiziari e turbativa d’asta. Un choc per lui, debilitato da una malattia che lo aveva fiaccato nel fisico. Gli contestavano di aver corrotto un giudice del Tribunale di Pisa (Roberto Bufo, ndr) regalandogli un’auto per poter gestire la vendita di uno yacht all’asta. Un’accusa, con tanto di arresti domiciliari, che Luvisotti aveva vissuto come una pugnalata alle spalle. E un’ingiustizia.
«È stata una sofferenza per tutti e di sicuro ha influito sulle sue condizioni di salute. Era davvero amareggiato» aggiunge la figlia. Di più non vuole dire. L’avvocato lucchese Andrea Da Prato è stato accanto all’ex direttore dell’Ivg. «Per me che ho letto, studiato le carte, scoperto tante cose, vissuto con lui questo anno terribile – confida dl Tirreno – rimane davvero rabbia, amarezza e senso di sconfitta per non avere avuto il tempo necessario di far emergere la verità. Rimarrà solo il brutto ricordo di questa incredibile vicenda e di questo grande abbaglio privo del minimo fondamento e creato ad hoc per altri miserabili bassi fini». Oggi l’ultimo saluto alle 15 nella chiesa di Rigoli. —
Pietro Barghigiani
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