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In prima linea contro le violenze L’8 marzo delle cento poliziotte

In prima linea contro le violenze L’8 marzo delle cento poliziotte

Incontro in questura per le cento donne presenti nelle varie specialità impegnate nella sensibilizzazione e nell’aiuto a chi è in difficoltà

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lucca. Già nel 1960 vestivano la divisa del Corpo di polizia femminile delle guardie di pubblica sicurezza e, nel 1981, venivano arruolate nella polizia di Stato.

Oggi le poliziotte italiane sono 15 mila e sono presenti in tutte le specialità, anche quelle "tradizionalmente" maschili: ricoprono tutti i ruoli, anche quelli dirigenziali, senza rinunciare ad essere madri e mogli.

Nella provincia lucchese le donne della polizia di Stato sono un centinaio: in questura e nei vommissariati lavorano negli uffici operativi oppure in quelli nevralgici per la pianificazione e la gestione dei servizi; indossano il camice della Polizia Scientifica, calzano gli stivaloni della dtradale, indagano nelle nuove frontiere telematiche del crimine.

A Lucca il dirigente della polizia amministrativa, il capo di gabinetto, il dirigente medico della questura, il comandante della polizia stradale e della postale e il dirigente della squadra mobile sono donne.

Nella giornata di ieri, in occasione degli eventi dell’otto marzo, il questore di Lucca Vito Montaruli, con un incontro tenutosi in questura, ha voluto omaggiarle e ringraziarle per il contributo prezioso e i sacrifici quotidianamente affrontati per garantire un profitto professionale elevato nonostante gli impegni famigliari.

Ma oltre a celebrare le proprie donne oggi la Polizia di Stato, a Lucca, ha celebrato tutte le donne.

In continuità con la campagna nazionale di sensibilizzazione “Questo non amore”, nella mattinata di ieri le poliziotte della squadra mobile erano in piazza Napoleone, insieme ad operatori del Codice rosa, a personale sanitario e delle realtà socio assistenziali, per mantenere alta l’attenzione sul tema della violenza di genere e per ricordare alle donne che negli uffici della Questura vi sono poliziotti specializzati pronti ad aiutarle o anche solo ascoltarle. Un aiuto importante per tutte le donne che si trovano in difficoltà e che, troppo spesso, non trovano il coraggio per denunciare le violenze alle quali sono sottoposte. —



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