Il dolore
Abusa della figlia di sei anni, padre orco sotto processo
Nel periodo 2011-2012 all’insaputa della consorte portava la bimba al lavoro e la costringeva ad avere rapporti
Una squallida vicenda che vede l’infanzia di una bimba di sei anni violata da un padre orco che, secondo l’accusa, l’avrebbe costretta nel periodo che va dal gennaio 2011 allo stesso mese dell’anno successivo a sottostare ai suoi desideri morbosi. Sotto processo - la prima udienza è fissata per giugno - un quarantacinquenne che da tempo ha lasciato la Lucchesia e che non ha più contatti con la ex consorte e con quella figlia a cui ha fatto tanto male e che, ancora oggi, è costretta a ricorrere alle sedute con lo psicologo circondata però dall’affetto della mamma, dei parenti e delle tante persone che le vogliono bene.
I FATTI
La bimba frequenta le scuole elementari e il padre lavora come custode in una ditta. Durante le vacanze natalizie o pasquali o alla fine della scuola ogni tanto il babbo porta con sé la sua bambina. La madre, che lavora, è tranquilla sapendo la figlia nelle mani migliori. Non sa invece che il suo compagno aspetta di restare solo con la piccina per costringerla a rapporti di natura sessuale che vanno oltre ai toccamenti nelle parti intime. Tornando a casa la bimba non si confida di quanto le accade quando rimane sola al lavoro con il papà.
LA DENUNCIA
La coppia va in crisi con il passare degli anni. La bambina intanto è alle scuole medie. Il padre rompe con la famiglia e se ne va in una regione del Nord Italia senza più aver rapporti con la moglie, che ottiene il divorzio, e la figlia. Nel 2017 durante un colloquio con una parente la ragazzina si apre e confida che suo padre le ha usato violenza in più di una circostanza compiendo su di lei atti sessuali. Della confessione viene avvertita la madre che si rivolge all’avvocato Sergio Conti. Prima di presentare un esposto in procura viene consultato uno psicologo. Trattandosi di un soggetto infraquattordicenne è pure ipotizzabile che certi racconti siano il frutto di fantasie immaginarie. Ma il consulto alimenta i sospetti: il racconto è verosimile. Così viene presentato un circostanziato esposto denuncia e il sostituto procuratore Antonio Mariotti nel 2018 nomina un perito per svolgere l’incidente probatorio. Viene riscontrata l’attendibilità delle dichiarazioni della ragazzina che ricorda luoghi e periodi in cui avrebbe subito le violenze paterne. Stamani l’udienza davanti al gup Riccardo Nerucci che ha disposto il rinvio a giudizio dell’indagato che non era presente in aula. —
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