Sicurezza
Lavori sul Rio Leccio Dal comitato Ginestra domande al consorzio
Le richieste di chiarimento riguardano il materiale tolto l’ampliamento della sezione e le opere previste nel 2019
PORCARI. Le domande le avevano fatte, ma le risposte non erano arrivate. Per questo, in mancanza di risposte dal Consorzio 1 Toscana Nord, il comitato cittadino porcarese “Ginestra” torna a chiedere lumi sulle opere di manutenzione idrauliche per il rio Leccio, la cui messa in sicurezza interessa da vicino chi vive e lavora nella zona.
«Il 6 giugno – scrive il presidente del comitato Moreno Lucignani – con una lettera affrontavamo il tema dell’interrimento del canale Rio Leccio, di come mantenerlo sotto controllo e di come operare per ripristinare le sezioni che si sono ridotte nel tempo per la mancata asportazione sistematica dei depositi. Nel corso del 2018 sia l’amministrazione comunale di Porcari che il Consorzio 1 Toscana Nord sono intervenuti sulle parti di propria competenza, rispettivamente in prossimità dei principali ponti e su tutta la rimanente lunghezza del canale. Mentre è stato possibile valutare i risultati dell’azione comunale (ad esempio la luce del ponte autostradale è stata liberata di diverse decine di metri cubi di depositi), non è stato possibile valutare i risultati dell’azione consortile, valutazione che riteniamo indispensabile per la definizione dei programmi di manutenzione».
Le domande al Consorzio sui lavori del 2018 e che, sostiene il comitato, sono rimaste senza risposta riguardano «la quantità di depositi asportati, il conseguente ampliamento della sezione del canale, i risultati delle analisi chimiche dei fanghi e il programma dei lavori nel 2019. Inoltre, per controllare l’interramento del canale ci permettevamo di consigliare al Consorzio di non ripetere le operazioni sistematiche di sfalcio della parte bassa degli argini del rio Leccio a Nord delle scuole Pea che, così come realizzate, comportano la disgregazione del reticolo naturale del fondo del Rio esaltando l’erosione e il trasporto solido a valle. Nella zona sembra più opportuno orientare l’impiego delle risorse verso interventi puntuali, come la rimozione di grossi alberi dall’alveo o in procinto di caderci, il ripristino degli argini smottati la cui erosione mette in dubbio l’accesso alle aree agricole limitrofe e il controllo della stabilità dei muri di contenimento».
«Nella certezza che la mancata attenzione da parte del Consorzio 1 Toscana Nord – conclude Lucignani – dipenda dal sovraccarico di lavoro, e nella speranza che si trovi un po’ di tempo per rispondere a poche semplici domande, restiamo in attesa, fiduciosi di ricevere risposte precise».
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