Sicurezza
Eternit, calcinacci e rifiuti seppelliti: sigilli all’ex parcheggio della Casina rossa
Intervento dei carabinieri dopo le segnalazioni di Santi Guerrieri e la “pulizia” fatta dagli operai della società proprietaria
LUCCA. I sigilli sono stati messi ieri mattina dai carabinieri guidati dal brigadiere capo della stazione di Nozzano Massimiliano De Luca. E fanno giustizia (o cominciano a farla) di una situazione che da molto tempo viene segnalata: a essere messi sotto sequestro sono stati circa 4.000 metri quadri adiacenti al parcheggio asfaltato della Casina Rossa a Ponte San Pietro, lungo via di Poggio.. Gli operai incaricati dalla società romana che da qualche anno di fare pulizia e di mettere in sicurezza gli alberi della macchia hanno riportato alla luce una grande quantità di materiale sepolta subito sotto il terreno: eternit, residui di lavorazioni edili, vernici.
A dare il “la” all’operazione dei carabinieri è stato Marco Santi Guerrieri, esponente politico, presidente dell’associazione “Lucca ti voglio bene” e residente proprio a due passi dall’area incriminata. Approfittando dalla pulizia fatta dagli operai (che hanno incominciato a lavorare nella giornata di mercoledì), Santi Guerrieri ha potuto rendersi conto da vicino di quanto stava venendo alla luce e ha immediatamente informato i militari, che sono arrivati sul posto e hanno disposto il sequestro dell’area, preparando poi un’informativa per la procura della Repubblica.
Proprio Santi Guerrieri aveva riportato l’attenzione su questo problema durante il nostro recente appuntamento di “Caffè Tirreno” al bar Vignola, spiegando quello che si trovava sotto i rovi e - ancor più preoccupante - sotto il livello del terreno. Sospetti che sono diventati realtà dopo la pulizia della zona: «In mezzo alla vegetazione incolta si trovano manufatti in eternit come vecchie canne fumarie in amianto. Nel sottosuolo invece ci sono metalli, asfalto, gomme d’auto, materiali di scavo, cavi elettrici».
Una storia lunga, quella di quest’area che per tanto tempo ha servito come parcheggio per chi passava i propri pomeriggi o le proprie serate alla Casina Rossa. Fu realizzata negli anni Ottanta e probabilmente proprio in quel periodo qualcuno ebbe la bella idea di utilizzare l’area verde contigua per scaricare rifiuti in maniera incontrollata. Un andazzo che è andato avanti per molto tempo: «Si può dire - continua Santi Guerrieri - che questa sia una vera e propria discarica che però è completamente sconosciuta alle mappe che catalogano questi siti». Non è sconosciuta, invece, ai tanti che ne hanno approfittato negli ultimi anni confidando anche sul fatto che difficilmente potevano essere presi sul fatto, soprattutto se agivano di notte.
«Quello che chiedo - prosegue Santi Guerrieri - è anche un carotaggio, perché credo che ci possa essere un serio pericolo di infiltrazione. D’altra parte siamo a due passi dal fiume, ed entriamo subito in falda. Sapere che cosa c’è qui sotto è un diritto di tutti gli abitanti della zona che da anni si battono per avere chiarezza. Ho già dato la mia disponibilità ad essere ascoltato dagli investigatori». —
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