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sottopassi e raddoppio ferroviario 

Osservazioni inutili per la Pec sbagliata Rinviato il termine

Osservazioni inutili per la Pec sbagliata Rinviato il termine

Per l’indirizzo errato scadenza rinviata al 23 marzo  Marchetti (Forza Italia): «Venga concesso un mese»

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ALTOPASCIO. «Mandate mandate le osservazioni sul progetto di raddoppio ferroviario e opere accessorie presentato da Rfi: tanto la pec è sbagliata. Ora, se il progetto è redatto con la stessa cura delle indicazioni correlate beh, che il Cielo ci aiuti. Mentre stavo segnalando l’errore sull’indirizzo e chiedevo di ripetere le procedure di informazione la Regione ha provveduto da sé e ci siamo incrociati, ma la proroga dei termini concessa susseguentemente è troppo striminzita: il 23 marzo. Noi chiediamo che da oggi ripartano i 30 giorni di tempo, altrimenti si limita il diritto di difesa dei cittadini»: l’appello arriva dal Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti. L’ex sindaco di Altopascio, e coordinatore provinciale di Fi a Lucca, che già nei giorni scorsi aveva espresso perplessità di merito sugli interventi di viabilità legati al raddoppio sull’area altopascese, ha scoperto un il problema, quello dell’impossibilità, almeno fino a ora, di fare delle osservazioni. Galeotta fu una “N” in meno.

«Ecco – riflette Marchetti – se fossi stato tra coloro che intendevano presentare osservazioni mi sarei visto tornare indietro l’email perché l’indirizzo di posta elettronica certificata indicato da Rfi e dagli enti locali, come il Comune di Capannori, è sbagliato. Il 12 febbraio si è invitato a trasmettere a rfi-di-dpi.tn@pec.rfi.it e invece i cittadini, dopo aver sbattuto il naso contro una porta digitale chiusa sbarrata, hanno scoperto che l’indirizzo corretto è un altro, ovvero rfi-din-dpi.tn@pec.rfi.it. Stamani sono ripartite le procedure di informazione pubblica con i dati corretti, ma i termini vanno prorogati di conseguenza per 30 giorni. Qui si parla di un progetto che seminerà cantieri lungo l’intero asse Lucca-Pistoia, con un impatto importante sulla vita quotidiana delle persone e dei territori nonché di opere come i sottopassi che suscitano tante perplessità da analizzare compiutamente. Comprimere i tempi di espressione dei cittadini non è un’operazione per noi accettabile. Per questo chiediamo che si disponga una nuova decorrenza del termine di 30 giorni a far data da oggi, data dell’esatta indicazione. Altrimenti sarebbero sostanzialmente lesi i diritti di difesa dei cittadini e gli interessi legittimi dei soggetti interessati. Su questo coinvolgerò con una lettera il presidente della Regione, affinché si attivi a garantire 30 giorni di tempo a partire da oggi». —

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