Sicurezza
Guardie mediche aggredite Una scatola le proteggerà
Presto in dotazione a chi opera nella continuità assistenziale un dispositivo in grado di geolocalizzarli e di lanciare un allarme in caso di necessità
Sta in una “scatoletta bianca” l’aiuto per proteggere chi lavora per garantire la salute di tutti, e che, paradossalmente, proprio per questo mette a rischio la propria incolumità. Stiamo parlando dei medici di continuità assistenziale, ossia le guardie mediche, per usare il vecchio, ma più familiare, nome. Il loro compito è quello di garantire l’assistenza nei giorni e nelle fasce orarie in cui non operano i medici di famiglia, il che vuol dire nei festivi e, soprattutto, in orario notturno. Questo vuol dire esporsi a pericoli di ogni tipo, aprendo la porta degli ambulatori a sconosciuti e, soprattutto, muovendosi di notte.
I rischi sono molti: dalle reazioni spropositate di fronte a “no” della guardia medica, quando le vengono richieste prestazioni che non possono fornire, all’incontro con paziente psichiatrici, all’essere esposti all’attenzione di tossicodipendenti alla ricerca di farmaci o di ricette. Fino ai rischi a cui chiunque di noi, muovendosi da solo, specialmente di notte, può essere esposto. E i numeri dimostrano che non si tratta di paure infondate: a livello nazionale 7 medici su 10 hanno dichiarato di aver subito aggressioni che, in un 2 casi su tre sono state verbali, ma, nel terzo, sono diventate fisiche. Violenze che hanno colpito soprattutto le donne (che sono la maggioranza tra le guardie mediche), e una donna fu la vittima dell’episodio più grave tra quelli avvenuti sul nostro territorio, l’aggressione subita pochi anni fa da una dottoresa ad Altopascio durante una visita domiciliare.
Episodi di una tale gravità per fortuna non si sono ripetuti, ma i casi di “toni alti” (per usare un eufemismo) nei confronti dei medici sono via via cresciuti nel tempo.
Vittime soprattutto di genere femminile dicevamo, e non è un caso dunque che la presentazione dell’iniziativa a loro tutela, alla sede dell’Ordine dei medici, sia avvenuta a ridosso della festa dell’8 marzo. In apertura il presidente dell’Ordine Umberto Quiriconi ha ringraziato i colleghi che, oltre al loro lavoro, dedicano parte del proprio tempo ad altre iniziative, come questa e come quella, altrettanto importante, contro la violenza di genere (vedi articolo a fianco).
A tutelare le guardie mediche a giorni arriverà, come detto, una “scatoletta bianca”, una elemento al tempo stesso dissuasivo ma anche attivo contro i malintenzionati. A illustrarlo due componenti della commissione giovani medici, dottoresse appunto della continuità assistenziale, Giulia Marsalli e Silvia Bandini. D’ora in poi i 19 medici che i provincia si alternano nei turni di guardia avranno con loro questo dispositivo, piccolo e anche facile da nascondere, ma dalla doppia funzione. Da un lato, in caso di aggressione, basterà premere un pulsante e scatterà un allarme alla centrale di vigilanza Sicuritalia e, di conseguenza, potranno partire i soccorsi al medico. Questo sia nel caso di aggressione in sede, sia, grazie al geolocalizzatore satellitare che può indicare la posizione in ogni momento, nel caso di violenza durante una visita domiciliare.
Non solo, ma lo stesso strumento può funzionare come registratore, per tutelare il medico da aggressioni verbali e anche da false denunce, da parte di chi sostiene a torto di non aver ricevuto un’assistenza adeguata. —
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