Gioco
Badante nei guai per aver raggirato un anziano prete
Lucca: il sacerdote ultraottantenne faceva versamenti alle persone in difficoltà, ma stando all’accusa la sua sorvegliante taroccava gli importi e intascava la differenza
LUCCA. Una vicenda ancora tutta da chiarire che vede alla sbarra - accusata di appropriazione indebita - una cinquantenne badante bulgara da tempo residente in Lucchesia. Stando alla procura la donna in un periodo compreso tra il 2013 e il 2015 avrebbe sottratto dal conto corrente intestato ad un sacerdote a riposo una cifra che si aggira sui 100mila euro. Denaro che, stando all’accusa retta dal sostituto procuratore Sara Polino, finiva dapprima sul suo conto e poi a familiari e parenti che risiedono in Bulgaria.
I FATTI
Il processo - che a luglio vedrà deporre alcuni testimoni - vede protagonista un prete ultra ottantenne collocato a riposo e sistemato in una stanza all’interno della Casa del Clero. L’anziano parroco, oggi deceduto, era assistito nelle faccende quotidiane da una sorvegliante dell’Est pagata con tanto di bonifico sul suo conto dalla Curia affinché custodisse il vecchio sacerdote. Ma, secondo gli inquirenti, la donna non si sarebbe limitata a vivere con lo stipendio che le veniva accreditato. Avrebbe in qualche modo alleggerito il conto del prete che custodiva. Stando all’accusa infatti il vecchio pastore di anime era aduso a fare beneficenza ai bisognosi usando degli appositi bollettini. Cifre che andavano da 50 a 100 euro. La badante veniva incaricata di recarsi in posta per effettuare i pagamenti. Ma in diverse circostante nel corso del tempo avrebbe ritoccato gli importi aggiungendo uno zero. Così 30 euro diventavano 300, 50 euro si trasformavano in 500 e 100 in mille. E il conto si prosciugava man mano all’insaputa del prelato e della Curia. Nel corso dei 24 mesi i prelievi sarebbero stati più di una dozzina e, stando all’accusa, in una circostanza la donna avrebbe attinto dal conto circa 7mila euro in contanti.
Ad accorgersi del conto prosciugato sarebbero state le persone vicine al reverendo collocato a riposo. Alla sua morte, entrati in possesso degli estratti conto si sarebbero accorti degli ammanchi sostanziosi e continui nel tempo. Da lì la denuncia alla procura della Repubblica e le indagini svolte sotto la direzione del sostituto Sara Polino. Logicamente la versione della badante, che non è fuggita e si difende nel processo, è completamente diversa e tende a smontare pezzo per pezzo le accuse nei suoi confronti.
Lei sostiene di aver svolto il compito che le era stato affidato senza approfittare delle circostanze. —
L.T.
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