Il Tirreno

Lucca

 

Automobilista morto, saranno processati 11 dirigenti della Salt e di Autostrade spa

Luca Tronchetti
L'incidente costato la vita a Sergio Niglio
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L'incidente costato la vita a Sergio Niglio

Per la procura ci fu una cooperazione colposa per il mancato rispetto delle norme europee sulle barriere di sicurezza stradale  

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Per la morte di un professionista schiantatosi in auto contro un guard rail all’altezza dello svincolo tra la Firenze Mare e la Bretella finiscono sotto processo dirigenti Salt del tratto autostradale Lucca-Viareggio e responsabili del IV tronco di Autostrade per l’Italia. In tutto 11 persone che compariranno di fronte al giudice Matteo Marini il 7 giugno. Il gup Antonia Aracri li ha rinviati a giudizio. Il motivo? Una delle possibili concause del decesso dell’automobilista è legata alla discontinuità delle barriere laterali contro le quali la macchina del professionista andò ad urtare, determinata da un cambio di tipologia del guard rail (da H3 tripla onda a H2 doppia onda). Una barriera priva di elementi di raccordo e congiunzione che consentì la penetrazione del guard rail nella vettura della vittima. Sono finiti alla sbarra sia responsabili della Salt che della Società Autostrade perché l’evento sotto il profilo topografico si verificò in un tratto di competenza di Autostrade, ma la manutenzione delle barriere sarebbe stata affidata a Salt. L’incidente mortale si sarebbe verificato da una cooperazione colposa: la velocità dell’automobilista e il mancato rispetto delle disposizioni previste dalle norme europee e dal ministero lavori pubblici sulle barriere di sicurezza stradale, del controllo e dell’installazione dei guard rail.

I FATTI

11 novembre 2015, ore 12.10. Sergio Niglio, 63 anni, architetto che da anni non esercita più, partito da Sutri (Viterbo) e diretto a Mentone, è al volante di una Chevrolet Captiva nera. Seduto accanto c’è Silviu Stanciu, 33 anni, rumeno. Il professionista procede sull’A11 in direzione Pisa nel tratto di competenza di Autostrade per l’Italia. Giunto al chilometro 66 imbocca il raccordo d’innesto della Firenze-Mare con direzione Viareggio, un tratto di competenza Salt. Stando al consulente del pm, l’automobilista procede a una velocità di oltre 110 chilometri orari a fronte di un limite di 70. L’architetto Niglia perde il controllo della vettura e va a schiantarsi prima con gli ultimi tre metri della barriera a tre onde posta sul margine sinistro e realizzata da Autostrade per l’Italia. Il veicolo finisce poi contro il tratto di barriera a due onde - non collegato al primo - realizzato da Salt. E il metallo penetra nella parte superiore del vano motore della Chevrolet e finisce dentro l’abitacolo amputando di netto la gamba sinistra dell’architetto per poi fuoriuscire dalla portiera sinistra. Niglio muore dissanguato, illeso Stanciu.

A GIUDIZIO

Alberto Binasco, 48 anni, Tortona, dirigente area esercizio della diramazione Lucca-Viareggio di Salt; Claudio Farnesi, 71 anni, Pisa, direttore della diramazione Lucca Viareggio di Salt tra il 2007 e il 2009; Riccardo Rigacci, 57 anni, Genova, direttore del IV tronco Autostrade per l’Italia tra 2007 e 2009; Enrico Valeri, 60 anni, Roma, direttore del IV tronco Autostrade per l’Italia dal 2009 al 2011; Mirko Nanni, 55 anni, Novate Milanese, direttore del IV tronco Autostrade alla data del sinistro; Daniele Buselli, 41 anni, Seravezza, responsabile dal 24 marzo 2015 dell’area tecnica Salt; Alessandro Melegari, 59 anni, Campi Bisenzio, responsabile dell’area esercizio Autostrade 2004-2010; Stefano Marigliani, 49 anni, Anzio, responsabile dell’area esercizio di Autostrade 2011- 2015; Graziano Verzilli, 40 anni, Teramo, responsabile dell’area tecnica di Autostrade dal 2013 al 2015; Donato Maselli, 52 anni, Novate Milanese, responsabile dell’area esercizio di Autostrade per l’Italia dal 2010 al 2011 e Luca Frazzica, 45 anni, Chianciano Terme, responsabile dell’area tecnica di Autostrade per l’Italia 2012-13. —

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