Sicurezza
Sono 723 i procedimenti in meno rispetto ad un anno fa
Le cause pendenti al tribunale civile sono 3401 alla fine del 2018 con una riduzione di 463 procedimenti nel periodo 1 luglio - 1 dicembre 2018 e relativamente alla prima parte dell’anno il numero del contenzioso ordinario (esclusi i procedimenti di separazione e divorzi) è di 723 unità. Un andamento costante negli ultimi quattro anni: 7.263 cause pendenti al giugno 2014, 6773 al giugno 2015, 5737 al giugno 2016, 4587 al giugno 2017 e 3864 al giugno 2018. C’è da essere soddisfatti per il lavoro svolto dai 9 giudici e dal presidente della sezione civile Giulio Giuntoli che ad inizio aprile colmerà uno dei due posti in organico vacanti con l’arrivo della giovanissima Maria Giulia D’Ettore, 28 anni, fresca vincitrice di concorso. Un trend positivo che, con il nuovo innesto, si spera di proseguire e migliorare.
IL CRUCCIO TELEMATICO
Ma chi pensava che l’innovazione telematica potesse velocizzare i tempi non ha fatto i conti con la farraginosità dello scrutinio degli atti rispetto al più semplice e spedito procedimento cartaceo. È il caso dell’introduzione del decreto ingiuntivo telematico che ha un allungamento dei tempi rispetto alla quasi immediata definizione per l’ingiunzione di pagamento. Da settembre poi dal tribunale civile si lamentano continui disservizi del sistema che hanno comportato ritardi e disagi per tutti i magistrati accentuati dalla lentezza della consolle. Dall’entrata in vigore del processo civile telematico soprattutto per la lettura degli atti delle cause complesse e con ricca produzione documentale anziché semplificare il lavoro dei giudici ha appesantito in modo rilevante la fase decisoria. Il portale dei servizi telematici non consente un’agevole lettura degli atti costringendo a stampare i documenti e gli atti delle parti. Un lavoro doppio quindi.
I VARI SETTORI
La produttività media dei magistrati del civile risulta pari a 14.866 procedimenti di cui 2951 con sentenza o altro provvedimento decisorio e 11.915 con altra modalità. Per quanto riguarda il settore lavoro-previdenza le cause pendenti risultavano 2714 nel 2015, 2368 nel 2016, 2136 nel 2017, 1683 nel 2018. Le maggiori difficoltà si riscontrano nelle cause di divisioni (ordinarie ed ereditarie) per la vendita in tempi sempre più lunghi dei beni immobili condizionata anche dalla necessità di procedere ad operazioni di accatastamento e di carattere urbanistico con reiterati tentativi di conciliazione. Un ragionamento che vale anche per le procedure fallimentari e concorsuali e per le esecuzioni. Le 2 cause più antiche (iscritte al ruolo nel 1996 e relative a divisioni ereditarie) sono state definite nel 2018 e ora la più vecchia è del 2002 e in tutto sono rimaste 28 le cause antecedenti a 10 anni fa mentre le cause ultratriennali sono il 19,73% (664 rispetto a 889 dell’anno scorso). Per il 2019 il tribunale civile ipotizza la definizione di cause iscritte entro il 2015 (664) nella misura del 70%, e nel 2016 (617) nella misura del 50% in modo di ridurre a 508 i procedimenti ultrattiennali. —
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