Sicurezza
La Lucchesia fa quadrato su Zingaretti Marcucci trascina Martina nella Valle
Remaschi gongola dopo lo strappo con i renziani. Menesini: «Ho votato il Pd, non dico per chi ho parteggiato»
Un totale di 9.449 votanti alle primarie Pd in Lucchesia, 9.365 i voti validi. Nicola Zingaretti vince a mano bassa, con un definitivo 60.80% (5.694 voti), lasciando Maurizio Martina al 31,88 (2.986 voti validi) e Roberto Giachetti al 7,59 (711 voti). Vince Zingaretti, anche se la Lucchesia conserva due velocità. Il candidato della sinistra dem mette profonde radici a Lucca, dove primeggia in tutti e otto i seggi e arriva fino al 75% a Sant’Alessio. Sono tutti suoi i seggi di Capannori (punta massima il 69,33% di Marlia), come a Coreglia (dove raggiunge il 97, 85%) , a Bagni di Lucca, Minucciano, San Romano, Sillano Giuncugnano. Ma nella Valle, grazie alla forte impronta del senatore Andrea Marcucci e del segretario territoriale Mario Puppa anche Martina ottiene i suoi primati: in cinque sezioni su cinque a Barga, Careggine, Fabbriche di Vergemoli e Fosciandora, Villa Basilica e piazza al Serchio. Alla fine il coro è univoco: «Zingaretti sarà il segretario di tutti». Bando alle divisioni.
«il mio voto È segreto»
Non ha fatto mostra di campagna per le primarie il sindaco Pd di Capannori Luca Menesini, impegnatissimo nella corsa per la riconferma nelle imminenti amministrative. Salvo poi, domenica 3 marzo, postare la sua foto mentre vota. «Le primarie? Un risultato molto positivo sulla partecipazione, oltre ogni aspettativa - dice Menesini al Tirreno -. Sono contento quando la gente partecipa. Dopo un anno dalle politiche e dopo due dal referendum, il Pd ha imboccato la strada giusta». Menesini non ha partecipato alla campagna elettorale perché, spiega, «in questo momento io mi occupo di Capannori. Sono andato a votare, ma non ho parteggiato per l’uno né per l’altro candidato». Per chi ha votato allora? «Ho votato per il Pd - risponde -. Dire a posteriori per chi hai votato non ha senso». Zingaretti ha stravinto però a Capannori. «Una scelta nazionale - commenta - legata alla voglia di novità».
la scissione della valle
Ovvero il divorzio politico di Marco Remaschi, assessore regionale Pd ed ex renziano di ferro, da Marcucci. Remaschi ha supportato Zingaretti, che nella “sua” Coreglia ha fatto cappotto. «Sono molto contento per la partecipazione alle primarie a livello locale - spiega Remaschi -. Significa che qualcosa nel Pd si muove: cittadini ed elettori hanno scelto l’unica strada possibile, quella del cambiamento. Basta fare un confronto con le primarie regionali di ottobre 2018 per vedere che c’è stato uno stravolgimento. Io mi sono molto impegnato in questa campagna elettorale perché credo nel progetto riformista di Zingaretti. Da soli non si fa niente; in queste settimane abbiamo parlato con tante persone e la competizione vera ci ha premiato: Zingaretti ha preso il 60,80%». Ma Remaschi era renziano, eccome. Come ha cambiato corrente? «Non sono mai stato uno zingarettiano della prim’ora - risponde - io ero per Marco Minniti. Poi è successo quello che è successo e a livello nazionale chi ha gestito male quel passaggio ha delle responsabilità. Fuori gioco Minniti, il progetto che si è dimostrato più semplice e operativo, chiaro è quello di Zingaretti e ho preso questa strada, così forse interrompiamo i vecchi percorsi. Il mio cambiamento è frutto di riflessione e intelligenza politica».
quelli che martina
E cioè Marcucci e il consigliere regionale Stefano Baccelli. Entrambi schierati per Martina, entrambi concordi sul valore della ritrovata partecipazione alle primarie Pd. «È la cosa più importante avvenuta il 3 marzo - dice Marcucci, capolista per Martina in Lucchesia -. La vittoria di Zingaretti è evidente anche a Lucca e nella piana, faccio i miei auguri di buon lavoro ad Alessandro Tambellini e a Sara D'Ambrosio eletti in assemblea nazionale. In un'ottica di collaborazione con il nuovo segretario, sono contento dei buoni risultati che la mozione Martina ha incassato in Valle - puntualizza però -, presidio importante, anche in termini percentuali, per difendere il carattere di centrosinistra del Pd ed il suo riformismo. Ora ci aspettano due sfide importanti: le europee e le amministrative, servirà il lavoro e l'entusiasmo di tutto il Pd». «Questa incredibile partecipazione è la prima vittoria, una vittoria di tutti, che consegna una speranza al Paese - dice Baccelli -. Ho sostenuto Martina, ha vinto molto nettamente Zingaretti. Zingaretti sarà il mio segretario. Confido che riesca a costruire ciò che avrei auspicato in caso di successo di Martina: un partito coeso, serio, unito, con un pensiero politico e di una classe dirigente all’altezza di tempi bui e pericolosi come quelli che stiamo vivendo. In bocca al lupo a Zingaretti, al Pd, all’Italia intera». —
Altro servizio a pag. 4
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