Il dolore
Quelli che scelgono Lucca per “sbarcare” in Toscana
Così il franchising tedesco di occhiali Fielmann, ma anche altri marchi privati. Mercanti: «Il centro attrae. Ma i negozi storici vanno via per affittare i fondi»
lucca. Che il centro storico di Lucca piacesse alle catene più rinomate, ai marchi internazionali, non è una novità. Negli ultimi tempi però si sta affermando un ulteriore elemento di interesse: nuove catene, o anche negozi privati, provenienti da altre zone d’Italia e d’Europa, scelgono Lucca come “avamposto” verso il centro Italia e scelgono di aprire qui un negozio, un punto vendita di diversa dimensione. Scelte che non sono certo casuali, ma nate da attente consultazioni di studi sull’attrattività commerciale dela città. . Lo stilista marchigiano Marco Massetti quando, nel novembre 2018, aprì il suo negozio di calzature in via Cenami, primo in Toscana per il suo marchio, dichiarò che si era deciso dopo avere letto del grandissimo successo di Lucca grazie al concerto dei Rolling Stones il 23 settembre del 2017. Ci sono altri esempi recenti che confermano la forza attrattiva di Lucca: la gioielleria Rizzuto di Sarzana, per “entrare” in Toscana ha scelto di cominciare da Lucca, dove ha appena aperto un negozio in piazzetta dell’Arancio. E presto, come annunciato sulle cronache del Tirreno del 2 marzo, in via Fillungo, nei locali dove per anni ha avuto sede un punto vendita del marchio di abbigliamento Guess aprirà un negozio di ottica il marchio tedesco Fielmann, che ha al momento punti vendita italiani solo nel nord della penisola. Non solo: la Bottega del Tartufo (della srl Giuliano Tartufi di Pietralunga in provincia di Perugia, una grande azienda nel suo settore) sta per bissare a Lucca: aprirà nell’ex Giribon (poi gelateria Grom) in via Fillungo come il primo negozio. In parallelo ci sono anche aperture di negozi di ispirazione artigianale (come Rosso Ramina, produzione e vendita di ceramiche in Chiasso Barletti) e di iniziativa privata (come il nuovo negozio di fiori, sempre in Chiasso Barletti).
«Ogni volta che apre un negozio è una buona notizia - dice l’assessora al commercio Valentina Mercanti, interpellata dal Tirreno -. A Lucca è tornato un certo dinamismo nel commercio, stanno aprendo anche botteghe artigiane e questo mi riempie particolarmente di gioia. Nell’offerta attuale del centro storico, si può dire che qui, rispetto ad altre città, mancano negozi di fascia media. L’attrattiva che esercita Lucca credo che vada a braccetto con i nostri buoni dati sul turismo: è una città che vive tutto l’anno e questo è un punto di forza per i negozi. Ormai di fondi vuoti ce ne sono pochi».
Segnali positivi, ma l’assessora nello scenario commerciale del centro preso nel suo complesso vede delle lacune. «Sarebbe meglio - sottolinea - se in centro tornassero anche negozi di commercianti lucchesi. Dispiace vedere che il negozio storico lascia la sede del centro di sua proprietà per affittarla a un franchising e riscuotere un lauto affitto e magari apre il suo negozio fuori».
«Se le catene più rinomate scelgono di aprire a Lucca, come ha fatto di recente Pandora (franchising di articoli di gioielleria, ndr) è perché fanno studi di mercato. Da parte dell’amministrazione - aggiunge - siamo disponibili a partecipare a progetti di rilancio come è successo per Chiasso Barletti, dove grazie agli affitti calmierati i fondi si sono potuti di nuovo riempire. Ma di sgravi non se ne parla. Perché la città è un sistema, funziona se ognuno fa la sua parte. Oggi molte zone hanno ripreso perché i commercianti stanno lavorando in gruppo e con nuove dinamiche». —
Barbara Antoni
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