Un troupe cinese a Fabbriche per il progetto “Case a un euro”
L’iniziativa del Comune per recuperare il territorio in un documentario di China Global Television Network
FABBRICHE DI VERGEMOLI. Dalla Cina alla Val Turrite per girare un documentario dedicato al progetto “Case a un euro”. La notizia del progetto lanciato dall’amministrazione nel 2016 per recuperare gli antichi borghi del territorio ha letteralmente fatto il giro del mondo, fino ad arrivare in estremo oriente: una troupe del canale televisivo China Global Television Network ha girato uno speciale di circa 30 minuti su Fabbriche di Vergemoli e la sua incredibile offerta immobiliare delle case a un euro.
Il canale di news in lingua inglese ha intervistato il sindaco Michele Giannini, il quale ha illustrato il progetto e decantato le bellezze del territorio, spiegando che l’iniziativa è rivolta principalmente ai turisti che vogliono investire in Toscana (un nome che a livello internazionale esercita un grande fascino), in un posto immerso nel verde vicino alla Versilia, a Firenze, Pisa, Lucca e tante altre località di richiamo.
Giannini, incalzato dalle domande “live” ha spiegato che le case in vendita a un euro non sono frutto della mancanza di lavoro in zona, ma semplicemente dello spopolamento degli antichi borghi, ha descritto e spiegato gli incentivi e le agevolazioni garantendo che il Comune seguirà tutta la procedura dall’inizio alla fine.
«Sono alcuni anni che abbiamo proposto “case a un euro”, e devo dire che c’è stata una risposta non solo a livello nazionale, ma anche dall’Europa e in alcuni casi addirittura dall’America. Con un euro si può comprare terreno edificabile in Toscana, dove ormai non si può più edificare. I compratori possono venire a Fabbriche di Vergemoli senza portare la residenza, comprare una casa, aggiustarla e vivere uno dei posti più belli che la natura offre. I volumi degli immobili devono essere rispettati. L’investimento è ottimo per case vacanze, case per turisti vicino alle principali città e al mare della Versilia».
«Ci sono così tante case disponibili – continua Giannini – perché c’è stato un calo di popolazione, un fenomeno normale nelle zone di montagna. La speranza è che oltre alle vacanze qualcuno si innamori dei nostri posti e venga a vivere da noi. Il vero vantaggio di investire in questo territorio, patrimonio Unesco, sono i contributi: costruite una casa vacanze e l’Europa restituisce il 60% di quello che spendete. Il Comune garantisce di seguire tutte le operazioni. In questo modo la burocrazia italiana non spaventa gli investitori. La vicinanza con città importanti può anche permettere di vivere in questo comune e lavorare fuori. In Inverno può nevicare ma abbiamo mezzi idonei per tenere sempre pulite e libere le strade». —
Nicola Bellanova
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