Il Tirreno

Lucca

il caso 

Niente caffè e bagno ko L’odissea di un disabile nel centro di Lucca

Rossella Luc; chesi

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lucca. Aveva appuntamento con uno studio legale di Lucca, ma le barriere architettoniche gli hanno impedito non solo di rispettare l’orario stabilito per l’incontro, ma anche di risalire sul pullman per tornare a casa nell’orario previsto. Una vicenda incresciosa quella accaduta l’altro ieri a Marco Becattini, presidente dell’associazione fiorentina “Libera mente disabili”.

L’uomo, in carrozzella, è sceso dal mezzo pubblico alla stazione di Lucca, dove ad attenderlo c’era l’avvocato Ilaria Ottolini che l’avrebbe accompagnato allo studio di Sant’Anna per discutere una questione legale. L’impresa di prendere un caffè in zona stazione è andata fallita, perché non è stato possibile trovare un bar privo di scalini che impedissero l’accesso al locale a chi è impossibilitato a muoversi sulle proprie gambe. Ma il peggio doveva ancora arrivare. Delusi e sconcertati per il fastidioso contrattempo, il malcapitato e la sua accompagnatrice si sono diretti verso l’ufficio turistico di piazzale Verdi, dove hanno chiesto di poter usare il bagno per portatori di handicap. E qui il problema si è trasformato in un dramma, perché per accedere al servizio, posto sopra una rampa di scale, era necessario usare la pedana mobile. Che però era guasta. Per fortuna è intervenuta una delle responsabili dell’ufficio turismo, la quale ha immediatamente chiamato l’hotel San Luca, chiedendo se si poteva mettere a disposizione il bagno dell’albergo. È andata bene ma, a causa di tutti gli impedimenti, il signore disabile non ha potuto rispettare la propria tabella di marcia, arrivando in netto ritardo dai suoi avvocati, ma soprattutto perdendo l’autobus che lo avrebbe riportato a Firenze. —

Rossella Lucchesi

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