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Travolto e ucciso da un’auto pirata: indagine chiusa

Travolto e ucciso da un’auto pirata: indagine chiusa

Nell’incidente perse la vita il ventunenne Andrea Lucchesi e rimase gravemente ferito Fabio Biagini: il guidatore  è accusato di omicidio stradale 

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LUCCA. Indagini chiuse. Dopo oltre un anno dal terribile incidente avvenuto in Darsena a Viareggio, nel quale perse la vita in ventunenne Andrea Lucchesi e rimase gravemente ferito Fabio Biagini, 25 anni, il sostituto procuratore Salvatore Giannino ha firmato l’atto di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di Anthony Caturano, ventiseienne di Torre del Lago che la notte tra il 3 il 4 febbraio travolse con la sua auto i due ragazzi mentre si avviavano al parcheggio dopo aver partecipato a una festa di carnevale in uno dei locali della zona. L’accusa nei confronti di Caturano è di omicidio stradale con le aggravanti dello stato d’ebbrezza e della fuga. Secondo quanto è stato ricostruito dalla Procura infatti, quella notte il ventiseienne era alla guida della sua Lancia Y con un tasso alcolemico di 1.14 e sotto l’effetto di sostanze cannabinoidi.

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Inoltre è stato stabilito che viaggiava con una velocità di 56 chilometri orari, superiore quindi al limite di 50 chilometri orari previsto in quella strada, che si trova in centro ed è frequentata da tanti pedoni. Altro elemento a carico di Caturano è quello della fuga: subito dopo l’impatto infatti, il ventiseienne, che in macchina si trovava con altri tre amici, non si fermò a prestare soccorso ma anzi scappò dicendo agli altri occupanti di non dire nulla dell’accaduto e tentando anche di nascondere l’auto dietro una siepe per evitare di essere scoperto. Secondo l’indagine però Caturano non riuscì a evitare di travolgere i giovani in quanto i due stavano attraversando la strada. L’avvocato difensore di Caturano, Fabrizio Miracolo, dopo aver avuto la comunicazione della chiusura delle indagini ha chiesto di poter avere accesso agli atti per valutare il grado di concorsualità attraverso una perizia tecnico-modale. Anche l’avvocato della famiglia Lucchesi, Cristiana Francesconi non esclude la possibilità di rivolgersi a un perito nell’ipotesi che non vengano scelti riti alternativi. «Per noi non è accettabile - dice riferendosi all’ipotesi di condotta concorrente - i ragazzi avevano già attraversato la strada, i testimoni hanno confermato che Andrea si trovava sul ciglio della strada. Ci riserviamo comunque di vedere gli atti della Procura».
 

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