Lutto
«Svincolo inadeguato, sottopasso, rischio idraulico e ascensori pedonali Il progetto deve essere rivalutato»
Marchetti (Forza italia) sul piano Rfi per altopascio
ALTOPASCIO. «Non sempre la precisione tecnica e la fattibilità significano che un’opera rappresenti il bene collettivo e il meglio per la comunità: è quanto pare verificarsi sulle opere accessorie previste ad Altopascio per la realizzazione dell’agognato raddoppio ferroviario. Il progetto riproposto da Rfi porta criticità che permarranno a vita. Invito il Comune a risottoporre le carte e i rendering alla riflessione e alla discussione non solo su base documentale, ma proprio col criterio del buon padre di famiglia. Davvero vogliamo lasciare in eredità ai posteri un sottopasso che intercetta un corso d’acqua, dall’accesso arzigogolato da una via Torino inadeguata a intercettare il traffico pesante dalla Francesca Romea, e che rispunta con l’autostrada sulla testa dei mezzi? Davvero vogliamo lasciare alle amministrazioni future l’onere manutentivo di due ascensori, quelli previsti per l’attraversamento pedonale alto quattro piani, aperti h24 ed esposti alla mercé di chiunque? Davvero sapremo assicurare da qui all’eternità a chi dovesse rimanerci bloccato dentro, alle due del mattino per esempio, un intervento tempestivo»: l’appello arriva dal capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale ed ex sindaco di Altopascio Maurizio Marchetti.
Tre i punti di forte perplessità individuati da Marchetti: «Il primo è lo svincolo dalla via Francesca Romea su via Torino, dove le abitazioni hanno ingressi a raso da ambo i lati e le cui dimensioni paiono del tutto insufficienti ad accogliere la tipologia e la quantità di traffico che oggi transita sulla Francesca Romea. Poi c’è il sottopasso: per imboccarlo i mezzi devono affrontare una rotonda e poi calarsi lungo un percorso che incrocia un corso d’acqua per uscire praticamente sotto allo scavalco autostradale. Farraginosità e rischio idraulico: si sono veramente messi in conto? Non ci pare».
Infine c’è la passerella che dovrà assicurare il lo scavalco dei binari da parte dei pedoni: «Si parla di “due torri scale-ascensori per 4 piani fuori terra” e “altezza di calcolo di 12,80 metri”. Quattro piani sono tanti, e due ascensori sono troppi. La piena accessibilità va senz’altro assicurata per chi è in difficoltà con le scale, ma poi teniamo conto che con ciò il Comune si accolla a vita oneri di manutenzione elevatissimi per ascensori che saranno esposti ventiquattr’ore al giorno a chiunque, giorno e notte. In caso di blocco il soccorso dovrà rispondere e accorrere 24 ore su 24. Non ci sono alternative? Bisogna risottoporre il progetto a valutazione collettiva perché le ripercussioni le subiremo a vita». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google