Gioco
Dal conto con i soldi degli sponsor alla festa in piazza a scopo benefico
LUCCA. La frase che centra il bersaglio e riassume i problemi la pronuncia un’istituzione della Lucchese: il preparatore atletico Riccardo Guidi, insegnante di educazione fisica che vive del suo lavoro e che da innamorato dei colori rossoneri percepisce solo un rimborso da oltre 20 anni: «In questa città si sta consumando un dramma sportivo e i responsabili di questa situazione oggi a questo incontro con la commissione non ci sono e non si fanno vedere allo stadio». Il riferimento è chiaro e ha un nome e cognome. Il patron della Sice, Arnaldo Moriconi. Sino a metà dicembre, seppur tra alti e bassi, aveva garantito la sopravvivenza del club. Poi la cessione scellerata al gruppo romano e l’inizio della fine della Lucchese. . Adesso (ma è già tardi) la politica deve fare un passo decisivo per salvare il salvabile. Il presidente del consiglio comunale Francesco Battistini assieme al consigliere Nicola Buchignani in queste ore stanno verificando la possibilità - attraverso istituti di credito - di aprire un conto corrente garantito dal Comune su cui vadano a confluire i soldi che sponsor privati o enti di secondo grado a titolo di liberalità e donazioni mettano a disposizione della Lucchese per le spese vive (bollette, acqua, trasferte, materiale sportivo, medicinali). Salta fuori anche la proposta di una cena da fare la prossima settimana in piazza Napoleone con l’introito da devolvere a chi oggi mette la faccia e gestisce il club rossonero. E c’è anche chi, come il consigliere Lucio Pagliaro, chiede di rivolgersi, attraverso un esposto dettagliato che spieghi per filo e per segno quanto accaduto in questa stagione, alla procura della Repubblica «affinché valuti l’apertura di un’indagine penale». All’appello manca l’assessore allo sport, Stefano Ragghianti, impegnato a sostituire il sindaco al meeting sul turismo.
IL SINDACO REVISORE
Servono risorse immediate entro il 18 o sarà la fine. Perché se i giocatori non saranno pagati potranno mettere in mora la società e decidere di andarsene liberamente. «Siamo sull’orlo di una crisi di nervi, da soli non ce la facciamo più» l’appello alla città, alle istituzioni e all’imprenditoria di Obbedio a nome di Favarin e dei calciatori. Ma dalle parole occorre passare subito alle vie di fatto. Un conto corrente garantito che intercetti una ventina di imprenditori locali per chiedere una donazione o una sponsorizzazione. «Magari - dice Obbedio - sull’esempio del Palermo dove la Deamir ha pagato 2,8 milioni (stipendi) salvando il club in cambio dei diritti sulla pubblicità dello stadio per i prossimi 4 anni. C’è poi la questione della convocazione senza indugio dell’assemblea dei soci. Moreno Micheloni ha scritto al sindaco revisore dimissionario Matteo Romani per chiedere delucidazioni sulla situazione societaria. «Perché l'assemblea che lo deve sostituire non è stata convocata? I recapiti dell'amministratore unico sono almeno noti al revisore contabile? E ancora: chi gestisce i conti della Lucchese?». Tutte domande, formulate a giorni a cui Matteo Romani, per ora, non ha fatto giungere risposta. —
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