Il Tirreno

Lucca

LA SENTENZA 

Muratore precipita da 4 metri, impresario pagherà 100mila euro

Luca Tronchetti
Muratore precipita da 4 metri, impresario pagherà 100mila euro

Condannato a due anni con l’accusa di lesioni, violenza privata e favoreggiamento Il giudice assolve il geometra responsabile della sicurezza sul cantiere della Piana

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Alla fine il quarantenne muratore rumeno caduto dal tetto a 4 metri di altezza mentre lavorava in un cantiere riceverà ristoro con una provvisionale immediatamente esecutiva di 100mila euro che l’imprenditore - condannato dal giudice Stefano Billet - dovrà corrispondergli entro 6 mesi dal momento passaggio in giudicato della sentenza di primo grado. Se non dovesse ottemperare entro quella data l’impresario perderà i benefici di legge: la sospensione condizionale della pena. Non solo. Dovrà essere risarcita anche l’altra parte civile costituitasi al processo: l’Inail, l’istituto nazionale per le assicurazioni contro gli infortuni sul lavoro. Trentamila euro di provvisionale con immediata esecutività poiché la vittima dell’incidente sul lavoro non era assistita in modo regolare.

SENTENZA A SORPRESA

La sentenza del giudice rivoluziona quelle che erano state le richieste della pubblica accusa nei confronti dell’imprenditore edile della Piana, Giulio Pasquinelli, 75 anni. Che viene condannato alla pena complessiva di 2 anni di reclusione oltre al pagamento delle spese processuali e a quello della parte civile costituitasi in giudizio. Nei suoi confronti l’accusa aveva chiesto una condanna a 3 anni e 10 mesi per violenza per far commettere altro reato, lesioni, minaccia e omissione di soccorso. Il giudice assolve per l’omissione di soccorso (per quel reato i fratelli Del Barba e un connazionale avevano patteggiato dal gup) e modifica il capo d’imputazione inserendo il favoreggiamento personale e la violenza privata e lasciando inalterati i reati di violazione delle norme in materia di prevenzioni infortuni e sicurezza nei luoghi di lavoro. Assolto invece il geometra del cantiere edile Paolo Cesaretti, 40 anni, (il pm aveva chiesto 8 mesi) responsabile della sicurezza.

I FATTI

La vicenda risale al 6 settembre 2014. Un operaio rumeno cade dal tetto a 4 metri di altezza mentre lavora di sabato in un cantiere a S. Margherita. Il titolare della ditta incaricata dei lavori con l’aiuto di altri manovali simula un incidente stradale. Il muratore infortunato viene adagiato sull’anta di un armadio usata come barella e viene trasferito con il furgone della ditta in una zona a 3-4 chilometri dal cantiere. L’incidente sul lavoro si era verificato alle 13,45 e il muratore aveva riportato la frattura scomposta dell’avambraccio e del femore destro con 40 giorni di prognosi. Eppure, nonostante la perdita dei sensi, l’operaio viene adagiato sull’asfalto sistemandogli accanto la sua bici per simulare l’incidente stradale. Alle 15,58 un collega di lavoro avverte il 118 affinchè il suo compagno venga soccorso e racconta ai volontari di averlo trovato steso sulla strada. —

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