Il Tirreno

Lucca

la “RIVELAZIONE” 

«Lucca, mia seconda città»

Paola Taddeucci

Sgarbi racconta due aneddoti «Il primo libro letto per mia volontà è Il figlio del farmacista La prima opera d’arte che ho amato è Ilaria del Carretto»

2 MINUTI DI LETTURA







«Per me è la città più importante dopo Ferrara». Che Vittorio Sgarbi fosse molto legato a Lucca era noto, ma non che la amasse quasi quanto la sua terra d'origine. Lo ha confessato nel corso della presentazione alla stampa del Museo della follia, la mostra itinerante da lui ideata che il pubblico potrà vedere nell'ex Cavallerizza di piazzale Verdi dal 27 febbraio al 18 agosto. Se Lucca è diventata la sesta tappa della fortunata esposizione non si deve soltanto al suo stretto legame con la follia, avendo avuto l'ospedale psichiatrico più antico d'Italia, ma anche per la totale ammirazione da parte del celebre critico d'arte, che nella integrità sacra della città – ricorda – provò le esperienze primarie del suo percorso culturale.

«Le prime emozioni per l'arte, la letteratura e la bellezza – dice – mi vengono da Lucca». Ad avvicinarlo alla letteratura, quando era poco più di un bambino, fu un libro di Mario Tobino, il medico-psichiatra che diresse il manicomio di Maggiano e la cui figura è tra le protagoniste della mostra. «Quel libro – racconta Sgarbi – era “Il figlio del farmacista” e lo comprai d'istinto perché mi sembrava parlasse di me (il padre Giuseppe era farmacista, nda). È stata la mia lettura più amata finché non scoprii Cesare Pavese».

Ma è soprattutto nel campo dell'arte che Lucca ha segnato la sua strada, grazie a Jacopo della Quercia e al suo capolavoro - Ilaria del Carretto - da cui Sgarbi rimase folgorato a 18 anni. «Avevo appena preso la patente – ricorda – e feci il mio primo viaggio in giro per l'Italia. Arrivai a Lucca e mi colpì subito la Torre Guinigi, dove salii attirato dai bellissimi alberi sulla cima. E poi vidi Ilaria del Carretto, un capolavoro di bellezza e perfezione che da allora mi è sempre rimasto nel cuore».

La sua ammirazione nei confronti della città, tuttavia, non si limita al passato. Da Sgarbi, infatti, arrivano parole di grande stima nei confronti del primo cittadino Alessandro Tambellini: «Al di là delle diverse posizioni politiche, l'ho sempre considerato un sindaco sensibile e preparato», anche per l’affinità nel considerare “Nati sotto Saturno” un libro di fondamentale importanza.

Da Sgarbi, dopo queste premesse, arriva una richiesta esplicita al primo cittadino: l'impegno per organizzare una grande mostra dedicata al lucchese Pietro Paolini, pittore del 1600 che Sgarbi paragona a Caravaggio, il “Caravaggio di Lucca”. Idea da lui già lanciata nel 2017 durante un'affollatissima conferenza nelle sale di Palazzo Ducale, presente anche Tambellini, ma finora mai ripresa nonostante varie promesse. Al sindaco ora Sgarbi chiede di mantenere quelle promesse perché – dice – in questo modo possiamo pensare a un futuro di meraviglie». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze