Quota 100 nell’Asl, ecco quanti sono gli aventi diritto Poche le richieste
Gli interessati devono dare un preavviso di almeno sei mesi L’azienda replica ai sindacati: medici e infermieri in aumento
LUCCA. Sanità, organici e Quota 100: nel territorio dell’ex Asl 2 di Lucca sono 105 i dipendenti dell’azienda sanitaria (su un totale di 2.558) che potrebbero optare per l’uscita anticipata dal mondo del lavoro. Tale possibilità riguarda tutti coloro che hanno – almeno – 62 anni di età e 38 di contributi. Si tratta di medici, infermieri e amministrativi nati prima del 31 dicembre 1957 con una sufficiente anzianità contributiva. Non c’è un limite di tempo per presentare domanda, ma la comunicazione all’azienda deve essere data con sei mesi di anticipo. Stesso lasso di tempo per la riscossione del primo assegno: ci vogliono sei mesi dalla data in cui si maturano i requisiti. Dati ufficiali non ce ne sono ma al momento pare che non siano moltissime le richieste già avanzate tra i 105 aventi diritto. In ogni caso Asl garantisce che non vi saranno ripercussioni sui servizi: il turn-over verrà garantito nell’immediatezza. Se non ci saranno graduatorie disponibili si opterà per i contratti a termine e gli interinali.
Ma oltre Quota 100, nel 2019 ci sono i pensionamenti già programmati sulla base dei requisiti previsti dalla Fornero. Nell’elenco delle uscite alcuni nomi illustri della sanità lucchese. Tra questi il dottor Romano Mattei, biologo e direttore del laboratorio di Analisi, che lascerà l’azienda il 1° aprile; la dottoressa Patrizia Scarsini, direttrice dell’unità operativa complessa di Psicologia ospedaliera che ricoprirà l’incarico fino a ottobre. Per ultimo il dottor Alberto Tomasi, direttore area Igiene e Sanità Pubblica di tutta l’Asl nord ovest, che appenderà il camice al chiodo il prossimo 13 ottobre. Il dottor Tomasi è un nome noto alle cronache dato che si tratta di uno dei pochi “lucchesi” presenti nella stanza dei bottoni dell’Aslona. Persona educata e disponibile, originario di Trento, Tomasi è arrivato a Lucca nel 1995 con il ruolo di direttore sanitario quando il direttore generale dell’Asl 2 era il dottor Domenico Faillace. «Altro che quota 100, io sono arrivato a 110 – dice scherzando – Purtroppo ho raggiunto il limite dei 67 anni e dovrò lasciare l’azienda. Lo dico con dispiacere perché mi sento ancora attivo e non mi sono abituato all’idea. Cosa farò? Resto presidente della Società italiana di Medicina dei viaggi e delle Migrazioni e forse darò una mano nel volontariato, ma ad essere sinceri non ci ho ancora pensato». Sarà comunque una perdita per la sanità lucchese.
Intanto l’azienda risponde all’allarme lanciato dai sindacati sulla mancanza di infermieri e medici. «Siamo impegnatati a stabilizzare il personale e garantire una dotazione organica adeguata».
«I numeri – prosegue Asl – evidenziano a dicembre 2018 (rispetto a dicembre 2016) un aumento di dirigenti medici a tempo indeterminato (+19, 422 contro 403), mentre si registra una riduzione dei medici a tempo determinato (-15, 12 invece di 27), con un saldo comunque positivo di 4 professionisti. Anche per gli infermieri, c’è un aumento a dicembre 2018 (rispetto a dicembre 2016) di 28 unità (da 1.006 a 1.034) per quanto riguarda il personale a tempo indeterminato, mentre si registra un’analoga riduzione (10 rispetto a 28) degli operatori a tempo determinato. Continua quindi il processo di stabilizzazione del personale, grazie ad una programmazione pluriennale (2018-2020) che tiene conto degli effettivi fabbisogni, nel tempo, dei servizi aziendali. Una riduzione di operatori della dirigenza e del comparto (-15 tra tempo indeterminato e determinato) si riscontra invece, in effetti, nel ruolo amministrativo e professionale. Tra 2018 e 2019 – conclude Asl – sono stati però autorizzati, per tutta l’azienda, 30 amministrativi da distribuire sui territori per le situazioni critiche, come ad esempio i front-office». —
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