Sicurezza
Apre i battenti domani il Museo della Follia
Nell’ex Cavallerizza, fino al 18 agosto, l’esposizione itinerante curata da Vittorio Sgarbi: Lucca è la sesta tappa
lucca. Aprirà i battenti domani, nell’ex Cavallerizza, il Museo della Follia, «luogo dove la creatività esce da ogni regola». La mostra itinerante (Lucca è la sesta tappa), a cura di Vittorio Sgarbi, si snoda in un percorso di oltre 200 opere tra dipinti, fotografie, sculture, oggetti e installazioni multimediali sul tema della follia.
«Entrate, ma non cercate un percorso, l’unica via è lo smarrimento», sembra dire il Museo della Follia ai suoi visitatori. La mostra si articola in diverse sezioni: il percorso apre con i dipinti e le sculture di grandi maestri della storia dell’arte internazionale come Silvestro Lega, Fausto Pirandello, Antonio Ligabue, Francis Bacon, la cui mente, attraversata dal turbamento, ha dato forma a un’arte allucinata e visionaria.
Prosegue poi con gli Stereoscopi: supporti magici attraverso i quali il visitatore viene trasportato nell’ex ospedale psichiatrico di Mombello, dove trascorse diversi anni della sua vita l'artista Gino Sandri, le cui opere si alternano in un corridoio di emozioni. Gli fanno da eco le esperienze di altri artisti che, come lui, dentro ai manicomi hanno vissuto, scolpito e dipinto: Tarcisio Merati, Fiore, Pier Paolo Pierucci e Carlo Zinelli, le opere più intime e spirituali di Venturino Venturi. Fabrizio Sclocchini conduce nelle stanze dell’ex-manicomio abbandonato di Teramo, attraverso una serie di fotografie dal titolo "Gli assenti". Testimonianze preziose, come la sezione delle lettere mai spedite. Parole di dolore e poesia scritte dai pazienti ai loro cari che non le hanno mai ricevute, e recuperate oggi dagli autori della mostra in alcuni ex-manicomi abbandonati. Oppure quegli oggetti che costituiscono la Stanza dei Ricordi e che diventano qui, in un allestimento diffuso, spunti suggestivi per un dialogo intimo con i grandi capolavori esposti. Appare poi, come dentro a un ricordo, ambientata e ricostruita in un contesto onirico e intimo, la stanza dello psichiatra Mario Tobino, primario del manicomio di Maggiano dal 1942 al 1980, che scelse di vivere a Maggiano, insieme ai suoi oltre 1040 “matti”, per dividere con loro i respiri, la vita e i sogni. Il percorso espositivo comprende videoinstallazioni, tra cui i monologhi di Raffaele Morelli “La follia ci difende dal diventare aridi” e di Paolo Crepet “Arte Libertà Follia Dolore. Da Mario Tobino a Franco Basaglia”; e altri documentari, tra cui “Opg”, estratto dell’inchiesta condotta dal Senato della Repubblica sugli ospedali psichiatrici giudiziari.
La mostra di Lucca si arricchisce di nuove presenze legate alla storia dell’arte internazionale come la pittrice italiana Juana Romani, illustri autori toscani tra cui Lorenzo Viani, Alberto Magri e Filippo Dobrilla.
Il Museo della Follia sarà aperto fino al 18 agosto, tutti i giorni con orario continuato dalle 10 alle 20 (biglietto intero 12 euro, ridotto 10). —
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